Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Sei giorni di Motor Show


Sullo stand della Volkswagen al Motor Show i particolari contano molto

PASSATE le anteprime per la stampa e gli operatori, superato il primo week end aperto al pubblico, in poche ore lunedì mattina Bologna e la sua <festa dei motori> ha perso di consistenza. Ci mancava solo l’improvviso aumento della benzina a deprimere i già scarsi entusiasmi del pubblico nei confronti di questa difficile edizione, la numero 36, del Motor Show di Bologna. Si è conclusa ormai la sesta giornata e c’è solo da aspettare  il rigurgito di attenzione con questo lungo ponte fino a domenica 11 tradizionalmente più affollato. Le premesse però non sono esaltanti, come ha confermato l’amico Alberto nel suo commento alla mia nota di ieri. Poca gente, parcheggi liberi, scomparso l’intasamento dei bus provenienti da fuori Bologna. Ieri mattina i bollettini del traffico nell’area della A14 e della Fiera non segnalavano un filo di coda come invece avveniva in passato. Insomma un Motor Show in tono minore per la ridotta presenza di molte marche, assediato dalla rivalità improponibile del simultaneo Salone di Tokyo in pieno rilancio, dalla crisi e dal non essere questa una edizione a calendario internazionale (OICA) ma solo evento nazionale.

BlowCar, l’auto gonfiabile non rimbalza

Luca De Meo presenta la VW Up!

TUTTO vero, ma purtroppo non basta. La sensazione di perplessità si respirava già nei giorni di anteprima stampa fra interminabili chiacchiere di rito e improbabili ottimismi di prospettiva. L’assenza di marche importanti come BMW  latitante ormai da qualche anno, malgrado il freschissimo lancio della nuova Serie 3, o di marche generaliste come Peugeot e Citroen, Opel e Chevrolet, che non avevano neppure l’alibi di Tokyo come la Nissan, temo siano segnali precisi che non si possono attribuire solo al problema dei costi. A tre edizioni  dal cambio di proprietà avvenuto a metà del 2007, da Alfredo Cazzola ai francesi di GL Events, l’usura della formula appare ormai evidente: non riserva più le spettacolari sorprese di un tempo preannunciate ottimisticamente da invitanti titoli di molti giornali. Uno in particolare anticipava, alla vigilia, <Tante idee per la festa più attesa>. Entrambe le cose non erano vere, ma in fondo il vecchio Motor Show meritava un po’ di incoraggiamento. Fra le pochissime novità (a dicembre non possono essercene) la gonfiabile BlowCar è poco più di una curiosità, le 4 piccole Abarth all’altezza della situazione,  ma le altre non sono da urlo. VW Up! e Panda (pronta per il lancio ufficiale la prossima settimana)  fanno la loro parte ma sono alla ribalta da settembre anche se la casa tedesca ha fatto le cose in grande e ben dedicate al pubblico italiano (hostess comprese).

L’eredità di Henry Ford: 7.000 visitatori per “Democratizing Technology” 

Il prototipo tecnologico EVOS della Ford

FUORI salvo rare eccezione per qualche rombante esibizione sulla “Mobil 1 Arena” (la pista interna dedicata alle gare), anche quelle tribune non si sono riempite neppure in omaggio alla <Porsche Carrera Cup>: un film già visto troppe volte e che non tiene conto di ciò che oggi gli appassionati hanno comunque visto su internet se non dal vivo. E’ proprio da qui che lo Show bolognese potrebbe e dovrebbe ripartire. Anche i grandi Saloni classici, fatti di auto sugli stand stanno perdendo quota ma si salvano con le novità (quando ci sono) i forti investimenti delle Case e le esibizioni tecnologiche. Non è un caso che una delle aree più visitate in questi giorni sia stato lo stand della Ford che mostra per la prima volta in Italia la Evos, un concentrato di tecnologie e di applicazioni avanzate pronte a passare sulle auto di serie, accanto a modelli in arrivo come B-Max o le sportivissime Fiesta ST e Focus ST. Ma l’asso nella manica della casa americana è la mostra “Democratizing Technology” che ha debuttato al MUST di Milano il 22 settembre scorso per annunciare l’ultima strategia in corso sulla scia del dettato del fondatore Henry Ford: oltre 7.000 persone (rilevate con meticolosa precisione fino a ieri) hanno  potuto scoprire qualcosa di attraente. E’ solo un esempio ma significa qualcosa.

Domenica tutti a casa

SONO stato per oltre tre decenni un fan più che convinto del Motor Show e dei suoi contenuti fino a rischiare una querela da parte dell’Anfia nell’85, patron del salone di Torino, per quello che scrissi quando costrinsero perfino la Fiat a presentare la Croma quasi clandestinamente perché il Motor Show non faceva parte del Palazzo. Il successo crebbe a dismisura anticipando di molti anni la formula del “live show”, la sua vera anima, e oltre un milione di visitatori erano numeri invidiati dai più grandi saloni internazionali. Ma ora, senza un vero drastico rinnovamento ancora possibile, quei record di affluenza rimarranno  nell’album dei ricordi: la gente non manca naturalmente ma in proporzione alla minor esposizione.  Intanto però c’è ancora un roboante week end con il tradizionale “Memorial Bettega” che ha sempre fatto il pieno per colmare qualche vuoto di troppo.  Poi, la sera di domenica 11, tutti a casa.

  
(Claudio Nobis e Walter de’ Silva; ancora de’ Silva con il nuovo Maggiolino e Luca de Meo; la nuova Fiat Panda)

 

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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