Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Fiat Panda atto terzo: dalla Polonia a Pomigliano

 13 dicembre 2011 da Napoli

Nuova Panda

L’APPUNTAMENTO con il popolo mediatico da grandi occasioni, già installato a Napoli da questa sera nei due grandi alberghi sul lungomare Excelsior e Vesuvio, è per domani, mercoledi 14 dicembre, allo stabilimento Fiat, o meglio “Fabbrica Italia”, <Giambattista Vico> di Pomigliano d’Arco. In programma, annunciato da tempo dopo il debutto in pubblico al salone di Francoforte e al Motor Show di Bologna, il battesimo della nuova Fiat Panda. Sveglia di buon’ora, trasferimento a Pomigliano per la oceanica conferenza stampa di Olivier Francois, responsabile del marchio Fiat alla presenza dell’intero stato maggiore del gruppo italo-americano, in primis Sergio Marchionne in arrivo alle 7,30 direttamente da Detroit e del presidente Johnn Elkann. Sarà di certo una grande giornata per la Fiat e per Marchionne in particolare che ormai la stampa americana ha consacrato come il miglior outsider del mondo automobilistico. Il celebre magazine Time gli ha appena dedicato la copertina con la “sua” 500 che, peraltro, in Usa non sta mantenendo le promesse annunciate. Ma questo non conta per i colleghi americani che gli accreditano con sollievo il salvataggio della Chrysler e il riscatto di Detroit. In Italia, tuttavia, non tutti sono altrettanto entusiasti anche se Marchionne ne respinge seccamente i motivi. Non si può dare loro torto, ma è anche vero che assistere all’avvio della produzione in una fabbrica del tutto ristrutturata di questi tempi non è cosa da poco.

DA ROMA A POMIGLIANO VIA  TYCHY IN 32 ANNI. E IL TITOLO AUTO DELL’ANNO 2004 

Fiat Panda - Auto dell'anno 2004
Fiat Panda - Auto dell'anno 2004

QUESTA è la terza generazione della Panda dopo 31 anni e 10 mesi dalla nascita e 6 milioni di unità vendute del fortunato modello torinese presentato all’hotel Hilton di Roma il 17 febbraio 1980, all’epoca firmato da Giorgetto Giugiaro non solo per il design, poi cresciuto all’estero nella famosa e attivissima fabbrica polacca di Tychy. La tappa intermedia risale al 2003 con la seconda edizione completamente rivisitata nel design come nella meccanica, quella attualmente in vendita e che sta per cedere il passo a fine gennaio alla sua erede nel frattempo nazionalizzata con il “trasferimento” o meglio la ricostruzione super robotizzata della linea di montaggio a Pomigliano. Fu un secondo successo, un vero e proprio rilancio dopo aver “rischiato” di cambiare nome in “Gingo” come avrebbe voluto l’allora ad di Fiat Paolo Cantarella che nell’entusiasmo del rinnovamento avrebbe rinunciato anche a un nome prezioso, un vero piccolo “brand”, come “Panda”. Molti lo ricorderanno, fu la Renault a impedirlo minacciando una causa per plagio in nome dell’assonanza di Gingo con Twingo. Un vero regalo morale e commerciale da parte dei francesi. Presentata alla stampa il 2 settembre a Lisbona dopo soli due mesi, il 7 novembre, si aggiudicò a mani basse il titolo di “Car of the year”, Auto dell’anno 2004, con 40 voti di scarto rispetto ai 241 di Mazda 3 e VW Golf seconda e terza a ex equo. Io stesso, che all’epoca ero uno dei 6 membri della giuria italiana (58 i giurati di tutta europa), pur essendo sempre stato molto rigido nelle votazioni non esitai ad assegnare il mio primo posto rispetto alle finaliste con 8 punti. Mi aveva convinto in particolare il progetto della vettura e ancor più il suo rapporto prezzo-qualità. Non fui il solo, evidentemente, perché era in quel momento la macchina popolare più giusta al momento giusto.

GLI SCHERZI DELLA STORIA: UNA GRANDE SCOMMESSA FIAT IN CASA ALFA

TORNARE a Napoli per un evento automobilistico come il lancio di un nuovo modello: non succedeva da anni, tanti ormai, perché riferita all’auto Napoli e il suo impianto di Pomigliano d’Arco volevano dire Alfa Romeo. Ma poi sono successe tante cose troppo lunghe ora da raccontare a chi non le ricorda o non le ha mai sapute. O peggio ha creduto alle tante maldicenze che si fecero sull’Alfasud (da non confondere con l’<ARNA… e sei subito alfista…>, ovvero l’Alfa-Nissan che è tutta un’altra storia). Sta di fatto che oggi, ironia della sorte, quell’impianto appartiene  alla Fiat (come il marchio Alfa Romeo) che ne aveva fortemente osteggiato la realizzazione sotto la presidenza di Giovanni Agnelli a metà degli anni ‘60. Ma è diventato più famoso che mai da poco più di un anno a questa parte a causa del guerra sindacale che qui si è svolta. Guerra vinta com’è noto da Sergio Marchionne, l’invincibile ad della Fiat. Che proprio oggi, sembra il copione fin troppo perfetto di una fiction, ha vinto il secondo e ultimo round sul fronte dei contratti e dei rapporti sindacali: d’ora in poi dunque Pomigliano sarà l’esempio e il modello nazionale i materia. E la fabbrica da cui usciranno 260.000 Panda l’anno dopo un investimento di 800 milioni di euro.

                                                              COME ERAVAMO

la Repubblica - 16 febbraio 1980 - Ecco come va la Panda piccola grande auto per tutte le occasioni
la Repubblica - 16 febbraio 1980 - Ecco come va la Panda piccola grande auto per tutte le occasioni

Il primo giorno della Panda, quel 17 febbraio 1980 a Roma c’ero anche io. E la
raccontai così, inaugurando la prima pagina dell’auto di Repubblica dove lavoravo. Una pagina visibilmente datata ma i contenuti possono sorprendere: già allora si puntava alle city car e soprattutto alle low cost. Anche se la benzina costava un po’ di meno….

Da la Repubblica del 16 febbraio 1980

IL Prezzo? 4 Milioni
ma con un “pieno”
fa 647 chilometri

 di Claudio Nobis

LUNEDI 25 febbraio sarà il “D” day per la Fiat Panda. E’ infatti previsto per quel giorno l’inizio di una poderosa campagna pubblicitaria collegata alla commercializzazione nazionale, mentre già in questi giorni chi viaggia sulle autostrade incontra i camion “multipli” che trasportano decine di Panda in tutto il Paese. Sono 20.000 le vetture allestite per le prime consegne ad evitare, come accade quasi sempre con i nuovi modelli, che gli acquirenti debbano attendere a lungo per le consegne. Interrotta, per l’occasione, anche l’antica abitudine di lasciare come ultima notizia quella relativa ai prezzi che invece sono già stati comunicati nei giorni scorsi: L. 3.970.000 chiavi in mano per la Panda 30, 652 cc di cilindrata , L. 4.700.000 per la sorella maggiore, la Panda 45 , 903 cc di cilindrata.

 TUTTO pronto, dunque, per il ritorno della Fiat al suo originale ruolo di marca specializzata nel settore delle utilitarie, termine ormai non più riduttivo e frustrante, ma simbolo definitivo di <servizio economico> come i tempi impongono in ogni parte del mondo. Ciò non vuol dire, e le due Panda lo dimostrano a prima vista, che economicità corrisponda al grigiore dell’autarchia. Al contrario, le idee e gli spunti inediti contenuti nella nuova utilitaria anni ’80 rappresentano da soli la miglior risposta pratica a quanto si è detto fino ad oggi circa il futuro dell’auto.
Oltre vent’anni fa la “rivoluzionaria” 600 costituì’ la base della motorizzazione italiana, oggi la Panda, che si inserisce in un parco circolante di circa 18 milioni di automobili, trova i suoi destinatari più maturi , non più preoccupati di lustrare la carrozzeria con l’acqua erogata gratuitamente dalle fontanelle comunali, e pronti a trasformare in pochi secondi la propria vettura da cinque persone in mini furgone (un metro cubo di volume disponibile dietro i sedili anteriori) per la campagna o per le commissioni cittadine, lasciando a casa il sedile posteriore che si smonta come una sedia a sdraio.

 UN PIENO di benzina da 22.925 lire , 35 litri di super contenuti nel serbatoio, sarà sufficiente a muovere, sul filo dei 90 orari, la Panda 30 per 647 chilometri (18,5 Km/lt) vale a dire 35,43 lire a chilometro. Poco inferiore l’autonomia della versione 903 di cilindrata, 595 Km, pari a un costo chilometrico di 38,53 lire. Bollo e assicurazione restano, naturalmente, quelli della 126 e 127. Varrà la pena, a questo punto, chiarire un possibile dubbio relativo al significato dei numeri 30 e 45 affiancati al nome Panda e delle analogie della nuova vettura con le precedenti 126 e 127, che pure non scompariranno troppo rapidamente. I numeri, anzitutto, si riferiscono alla potenza massima che è di 30 Cv per la versione 652 cc (lo stesso motore della 126 più recente) e di 45 Cv per la 903 cc che utilizza invece il motore della 127 base. Ecco dunque un’altra delle novità proposte dalla Panda, quella di concentrare in un’unica idea le soluzioni offerte dalle due precedenti utilitarie di cui conserva alternativamente i soli gruppi meccanici <riveduti e corretti> in funzione del nuovo concetto.

 CERTAMENTE irriconoscibile la 126 nella Panda 30, sulla quale il celebre bicilindrico raffreddato ad aria è montato anteriormente (per la prima volta dopo due decenni di 600, 500 e 126 con motori posteriori) e trasmette il moto alle ruote anteriori. Più facile invece ritrovare la 127 nella Panda 45 (stessa posizione anteriore del motore e della trazione) anche se le sorprese non mancano quando ci si trova al volante: guida molto più agile favorita da una eccellente modifica al cambio delle marce. Ancora, tra i tanti aggiornamenti meccanici che l’automobilista può facilmente notare guidando la nuova Panda, vanno segnalate le nuove sospensioni  (il segreto fondamentale ai fini della tenuta di strada e della stabilità) che sono a ruote indipendenti tipo Mac Pherson anteriormente, ad assale tubolare  e molle bifoglie (insomma le più note balestre) con ammortizzatori idraulici posteriormente.Sterzo di sicurezza con piantone snodabile, freni a disco anteriori con due circuiti per la regolazione automatica della pressione, fra le tante caratteristiche tecniche che meriterebbero un più lungo commento, 650 e 680 kg di peso rispettivamente, 115 e 140 km/h le massime prestazioni consentite.

 QUANDO la meccanica è semplice e affidabile , come in questo caso, l’automobile ha già superato lo scoglio maggiore di un esame, ma se a questo si affianca un’estetica particolarmente gradevole e di forte personalità oltre a un contenuto di funzionalità, allora si rasenta l’ottimo. Sette posizioni di sedili, anche asportabili, tessuti lavabili ed elementi smontabili sono concetti nuovi per l’automobile e non basta descriverli per renderne l’esatta idea. Quella che ha consentito a Giorgetto Giugiaro di progettare una vettura come fosse un frigorifero o una lavatrice.

CARATTERISTICHE a parte, quali sono i presupposti strategici della Fiat nei confronti del mercato? La Panda, una vettura con due motori si inserisce nella fascia di maggior richiesta: soltanto lo scorso anno sono state immatricolate 700.000 vetture di questa categoria in Italia, il 50% del totale, ma la cifra più significativa è quella relativa ai circa 10 milioni di utilitarie oggi in circolazione, l’80% delle quali sono Fiat. Di queste, circa 6 milioni di vetture hanno un’età compresa fra i 2,5 e i 10 anni: facile capire che la Casa torinese andrà a “pescare” nel mercato della sostituzione prima ancora che in quello della nuova motorizzazione.    

Claudio Nobis

view all post
Leave a comment

Please be polite. We appreciate that.

By Daniele Zedda • 18 February

← PREV POST

By Daniele Zedda • 18 February

NEXT POST → 34
Share on