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il blog di Claudio Nobis

La Panda, Marchionne e la stampa

RIFLESSIONI DOMENICALI

Presentazione Nuova Panda a Pomigliano
Presentazione Nuova Panda a Pomigliano

MERCOLEDI sulla linea di montaggio in via di allestimento definitivo della nuova Panda a Pomigliano, ho vissuto con molta attenzione a ogni minimo dettaglio quelle ore di spettacolare celebrazione realizzata con una regia,  uno stile e un’organizzazione perfetti come solo Fiat sa fare nelle grandi occasioni. Penso allo storico lancio della Uno a Orlando in Florida nell’83 e a quello della 500 a Torino nel 2007. Ma proprio per questo ho rinunciato a entrare subito nella mischia dei cronisti d’assalto di cui conosco bene regole, schemi di “gioco” e ordini di scuderia: sarebbe stato come riflettere e discutere in una discoteca. Forse non si usa così nei blog ma sono ancora in via di allestimento, proprio come lo stabilimento di Pomigliano. Ecco allora qualche riflessione alla fine di una settimana “storica” (termine usato da Sergio Marchionne) quanto meno sul fronte delle relazioni sindacali strettamente connesse al rilancio della produzione e al recupero del PIL, oggi fondamentali problemi del Paese.

 

LA PANDA  CENERENTOLA

nuova Panda - modello di delibera
nuova Panda - modello di delibera

PER cominciare, è stato detto e scritto davvero tutto ciò che meritava attenzione sul “caso” Fiat-Pomigliano-Panda che martedi 13 e mercoledi14 ha mobilitato la grande cronaca nazionale ed estera sul fronte economico, sindacale e industriale? Certamente no o almeno non abbastanza: la nuova Panda, ad esempio, era la protagonista della giornata, è stata descritta con brio magistrale dal responsabile della marca Fiat Olivier Francois e provata seppur brevemente sulle strade di Napoli. Dall’entità del suo successo commerciale su mercati in recessione e affollati da temibili concorrenti, dipenderà il futuro stesso di Pomigliano e non solo. Se ne sono occupati, per quanto hanno potuto, i siti web dedicati ma non i quotidiani, come sempre in queste occasioni, rinviando alle prossime normali cronache dell’auto. E’ storia antica ormai e fu promossa dalla stessa Fiat già negli anni ’60, accolta in seguito con molto favore dalle Case estere: l’auto ben separata dalle cose economiche che tuttavia proprio dal “prodotto”, dalla sua qualità e dalla sua potenzialità di mercato dipendono, ad evitare rischiose critiche da parte di una stampa più scomoda e impegnativa di quella specializzata accreditata alle pagine dello sport e, ai giorni nostri, del “life style”.

LE DOMANDE SENZA RISPOSTA: QUANTE AUTO E QUANTI OPERAI A POMIGLIANO?

QUESTA volta, però, la situazione era ed è un po’ diversa, e non sarebbe stato  superfluo analizzare le prospettive del nuovo modello tanto strategico e simbolo della volontà di contribuire al made in Italy, da essere trasferito qui dalla Polonia malgrado, secondo le parole di Marchionne, <non sia stata una scelta basata su principi economici e razionali. Non era – e non è – la soluzione ottimale da un punto di vista puramente industriale>.  Il  numero di Panda che Fiat riuscirà a piazzare sul mercato sarà proporzionale al numero di operai che potranno rientrare al lavoro e che, respingendo le insistenti domande, Marchionne ha indicato evasivamente in <quanti ne serviranno> . Risposta sconcertante dal momento che il numero degli addetti in rapporto alle unità prodotte non lo si “scopre” certo di giorno in giorno ma è ben calcolato a priori. Che poi sia difficile prevedere le vendite con il mercato italiano stimato a quota 1.680.000 nuove auto nel 2012 non c’è alcun dubbio ma alcuni dati sono comunque disponibili.
QUEST’ANNO ad esempio la attuale Panda (7anni di vita) scenderà per la prima volta a quota 200.000 unità complessive ma l’effetto novità dovrebbe rivitalizzare non poco la domanda soprattutto se le azioni di marketing potranno essere efficaci: il listino completo che parte da 10.200 euro sarà noto martedì 20 con l’avvio delle prenotazioni e potremo capirne di più, ma anche questi sono dati già noti in azienda.  Olivier Francois ha parlato di 230.000 unità per il 2012, compresa una quota non specificata del vecchio modello ancora prodotto in Polonia, una previsione che potrebbe essere un po’ ottimistica soprattutto in relazione alla quota della nuova edizione di cui tuttavia non si dovrebbero produrre meno di 160/180.000 esemplari a Pomigliano dove la cadenza piena di 1050 vetture al giorno è annunciata dal mese di aprile. Insomma, tanta reticenza, bonariamente accettata dai cronisti, proprio sul tema centrale dell’auto (e dei relativi addetti) che da vita alla fabbrica napoletana non è stata molto in linea con l’ansia della Fiat di incassare subito, insieme al nuovo contratto di lavoro, l’incondizionato plauso nazionale per i fatti e le promesse mantenute.

UNA PANDA PER NATALE

nuova Panda "firmata"
nuova Panda "firmata"

E, DUNQUE si poteva “scavare” di più, ma come sempre dipende dai punti di vista e dall’attenzione che il pubblico può riservare a un evento del genere mentre è giustamente impegnato a cercare di capire se e come riuscirà a sopravvivere alla manovra del governo Monti negli stessi giorni in cui fervono i preparativi per “festeggiare” il Natale più austero e triste dalla fine della guerra ad oggi. A cominciare dalle 3.900 famiglie (su 4.500) di quegli operai rimasti fuori in attesa di sapere se, quando e quanti di loro torneranno al lavoro. Alle nuove condizioni contrattuali, beninteso, firmate l’anno scorso per Pomigliano ed estese  martedì 12 (giusto alla vigilia del “Panda day”) all’intero sistema Fiat ormai sganciato anche dai vincoli di Confindustria. Almeno su questo capitolo, in effetti, il contrasto di opinioni sul bene e il male della <manovra Marchionne>  è emerso con chiarezza. Difficile spingersi oltre dopo aver letto oggi sul Corriere della Sera  un articolo esaustivo come quello di Massimo Mucchetti dal titolo <Dalla Fiat due sfide per il governo Monti>.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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