Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Buon Natale e Buon Anno Renault con la nuova Twingo

Una tappa sul percorso di prova con la Twingo

30 dicembre 2011

BLACK out natalizio obbligato per questo neonato blog che proprio oggi compie il suo primo mese di vita dal debutto al Motor Show di Bologna e cerca di mettersi dignitosamente in piedi. Dicembre, del resto, è un mese di pausa per il “prodotto” e questo particolare dicembre vissuto sotto l’incubo della scure fiscale e dei vertiginosi aumenti dei costi automobilistici, non suggerisce certo argomenti positivi per i lettori. Francamente, dissertare sulle meraviglie delle nuove automobili in arrivo crea perfino un po’ di imbarazzo e aumenta la severità della critica. Lo suggerisce il mercato che quest’anno raggiungerà un minimo storico sotto 1,8 milioni di unità (lunedi 2 gennaio arriveranno i dati definitivi) e lo dicono gli operatori del settore, costruttori e concessionari a caccia di clienti che prima di cambiare auto devono pensare a ben altro. Per questo mi sono convinto che, per un motivo o per l’altro, valesse la pena rispettare la pausa natalizia come fa da sempre anche la grande stampa. Molti, tuttavia, mi dicono che l’auto è sempre un’evasione (consentita) per gli appassionati e che per questo non si deve mollare mai: se è davvero così, il tempo e i vostri suggerimenti mi aiuteranno ad aggiustare il tiro.

Renault Twingo, ultima novità dell’anno
ED eccoci dunque, con un piccolo salto indietro, a 48 ore dalla sera della Vigilia di Natale, in una gelida e plumbea Bilbao malgrado la sua migliore fama climatica, per l’ultimo quanto insolito battesimo stradale dell’anno, quello della piccola Renault Twingo, per verificarne come prima cosa le sue capacità di tenuta sulle tortuose curve, bagnate e insidiose quanto basta, di un percorso altrimenti fantastico per guidare. Confermato quindi il corretto livello di stabilità (ci mancherebbe altro) e sicurezza ad uso famiglia, sarebbe stato naturalmente più divertente scoprire in altre condizioni di fondo stradale, la piacevolezza di una guida più disinvolta con questa terza edizione della Twingo, anche se non sono mancate le occasioni per “allungare il passo” grazie a un traffico pressocchè inesistente e tirarle fuori un po’ del suo simpatico carattere. In fondo la city car francese model year 2012 come la Panda che l’ha preceduta dieci giorni prima, possono a buon diritto considerarsi il simbolo del modello di mobilità in tempi di crisi e di contributo ecologico per funzionalità, economia di consumi, di Co2 e di prezzi senza per questo apparire tristi o spartane.
Non sono le sole, come hanno ricordato i responsabili di Renault a Bilbao: quando fu presentata al salone di Parigi del 1992 la prima rivoluzionaria Twingo, le rivali erano dodici firmate da nove marche, prime fra tutte Fiat e PSA Peugeot-Citroen. Oggi nella stessa area di mercato a contendersi i favori del pubblico sono 26 modelli di 15 costruttori compreso l’ultimo exploit della Volkswagen, la Up! con i suoi3,54 metri di lunghezza lanciata a metà ottobre.

Twingo RS, la versione sportiva che arriverà in primavera

Benzina o diesel?
DELLE due versioni disponibili per la prova ho puntato d’istinto più sulla diesel 1,5  dCi 85 Cv (10 Cv in più rispetto a quella che verrà venduta in Italia) invece della roboante GT Gordini 1,2 TCe da 100 Cv e 190 km/h. Ai puristi dei motori a benzina continuerà ad apparire un’aberrazione, ma i rendimenti dei piccoli e medi diesel di oggi offrono davvero prestazioni di maggior “valore” sottolineato, in questo caso dalla omologazione Euro 5 con consumi ridottissimi a 3,4 l/100 km ed emissioni di  90 g/km. Ciò vuol dire, segnalano i tecnici di Renault, che con un pieno si possono percorrere fino a 1.000 km, 250 in più rispetto alla versione a benzina. La gamma, composta da 7 versioni complessive, che arriverà sul mercato in gennaio, offre tuttavia la versione di base, 1,2 benzina da 75 Cv in allestimento “Wave” a 10.950 euro (ridotto, solo per il lancio, a 8.500) 2.000 in meno rispetto alla diesel: la scelta dipenderà quindi dalle singole destinazioni d’uso e dal chilometraggio annuo previsto ma secondo le statistiche almeno un cliente su quattro sceglie le versioni a gasolio. In allestimento “Live”, più ricco, la stessa 1,5 dCi costa 13.700 euro mentre la sportiva GT Gordini (top di gamma) raggiunge i 13.950 euro. Per la cronaca c’è da aggiungere anche un specie di super-Twingo della famiglia Renault-Sport che apparirà in primavera dotata di un motore1,6 a benzina da 133 Cv. Nota critica d’obbligo, a proposito di prezzi, i 350 euro necessari per avere l’esp considerato impropriamente un optional. All’interno la vettura è ben vestita con tocchi giovanili e di stile molto moderno corredato di impianto audio completo (ma la porta USB è solo sulla versione “Live”), e offre un comfort più che corretto per una City Car anche da viaggio. Inutile dire che il punto di forza è come sempre la grande modularità in materia di spazio che la rese celebre fin dalla nascita, formula che garantì alla Twingo 2,5 milioni di clienti nei suoi primi 14 anni di vita.

Le Monde: <La Twingo (quasi) ritrovata>
Il titolo è la traduzione letterale dell’articolo di Jean-Michel Normand apparso nei giorni scorsi su un giornale che mi è molto caro come lo storico e autorevole <Le Monde>. Sembra una battuta come spesso lo sono i titoli dei giornali, ma molto acuta e corretta. Credo che la casa della losanga non si aspettasse molto di più dal momento che questa terza edizione della sua “mascotte” in realtà è un deciso restyling della seconda Twingo apparsa nel 2007 dopo una serie di rielaborazioni poco convincenti. Ne risultò una edizione decisamente scialba poco all’altezza della fama del modello che, tuttavia è stata accettata fino ad oggi da <650.000 clienti di 48 Paesi>, ricordano ancora i dirigenti di Renault. Sta di fatto che non sarebbe stato facile per quella vettura resistere senza interventi fino al 2014 anno previsto per il totale rinnovamento, ed ecco quindi questa edizione intermedia realizzata dal nuovo capo del design Laurens Van Den Acker,  cui è affidato il duro compito di rifondare la nuova immagine estetica della gamma francese. Twingo 2012 ne fornisce alcune anticipazioni soprattutto nel frontale molto caratterizzato con la losanga, identificativo di marca, in evidenza al centro di una incisiva “modanatura” nera che collega i fari, integrati più in basso da ben visibili fari antinebbia di sportiva memoria. Una larga calandra anch’essa nera (che spicca con forza su una gamma di colori chiari e ultramoderni) completa la nuova fisionomia moderatamente aggressiva che sarà comune alla nuova Clio e alla elettrica Zoé in arrivo fra pochi mesi. Il risultato abilmente ottenuto da Van Den Acker  è ben spiegato proprio da quel <Twingo quasi ritrovata> che mi sembra il commento più corretto e obiettivo.

Patrick Le Quément, il papà della Twingo                                                                                                                       

Al centro a nuova Twingo: a destra l’edizione ’92, a sinistra quella del 2007

FIN QUI la cronaca, ma vorrei chiudere con un paio di osservazioni particolari. La, prima riguarda Patrick Le Quément, responsabile del design Renault dal 1987 fino alla recente nomina di Van Den Acker, ideatore della prima Twingo divenuta una delle tre icone della storia dell’auto francese e non solo della losanga, insieme alla R4 e alla R5. Ma l’industria dell’auto manca per definizione del comune senso di gratitudine o quanto meno di <onore al merito> riservato solo ai manager in carica, finché ci restano. In casa Fiat, ad esempio, è meglio non citare il nome di Vittorio Ghidella, meno che mai è il caso di ricordare alla Maserati (sempre Fiat) che la marca è ancora viva solo perché fu salvata da Alejandro De Tomaso dalla fuga repentina di Citroen che alla fine degli anni ’70 ne era proprietaria. La lista sarebbe lunga e non voglio annoiarvi ma una cosa è certa: le idee e la genialità di pochi danno fama, prestigio e ricchezza a molti altri. Che tuttavia non amano sentirselo ricordare.
Quanto a Patrick infine, se la seconda edizione di Twingo non fu all’altezza della prima va ricordato che nel2005, inpiena gestazione del modello, ci fu in Renault il cambio di vertice con l’arrivo di Carlos Ghosn (attuale numero uno) al posto di Louis Schweitzer, un evento che turbò non poco gli equilibri dell’azienda.

La prima idea è quasi sempre la migliore
SECONDA osservazione: non è sempre facile replicare il successo di un modello fortunato. Quest’anno ben tre modelli storici e di grande successo sono arrivati alla terza edizione. Oltre alla Twingo (1992-2007-2011), anchela ToyotaYaris(1999-2008-2011) e la più longeva Fiat Panda (1980-2004-2011). In tutti e tre i casi la prima edizione ha segnato un punto fermo, un inedito assoluto giustamente premiato nel tempo dai mercati. Due su tre, però, Yaris e Twingo, hanno “inciampato” alla seconda edizione pur mantenendo un buon successo costante sulla scia della prima e della conseguente fidelizzazione dei clienti. Obiettivamente solola Fiat riuscì nel2004 areinventarela Pandain modo eccellente rilanciando addirittura il successo della prima edizione. Oggi, alla terza tappa e in condizioni di mercato molto diverse, Panda si difende sfruttando gli stessi valori della seconda, Yaris è diventata un modello sempre valido ma ormai privo della grande personalità della prima e Twingo, come abbiamo visto, è in marcia per un vero rinnovamento stile Van Den Acker, ancora tutto da scoprire. Auguri a lui e a tutti gli altri del grande circo dell’auto.   

                                                        

Claudio Nobis

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