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il blog di Claudio Nobis

Tre giorni record al NAIAS 2012, Salone della grande fiducia

Di fronte al Salone il Renaissance Center, sede dalla GM a Detroit

SE L’ELETTRONICA  a Las Vegas ha fatto il pieno di folla, la risposta dei fans dell’auto al Salone di Detroit, il più importante d’America, non è stata da meno con un record di presenze fin dall’inizio del week end, il primo di apertura al pubblico dopo i cinque giorni dedicati ai media e agli operatori, seguito dalla giornata di oggi, ancora festiva dedicata a Martin Luther King e alla sua storica battaglia per i diritti civili. <E’ stata la migliore apertura degli ultimi cinque anni> ha detto quasi commosso il presidente di turno Bill Perkins che aveva avuto già occasione venerdi sera di festeggiare anche il miglior risultato della tradizionale “Charity Preview”, la tradizionale anteprima di beneficenza, evento ambìto e molto mondano per una città “disabitata” come Detroit. Il biglietto costava $ 250 e quest’anno se ne sono venduti 12.000 (20% in più rispetto al 2011) per un totale di 3 milioni di dollari destinati alle organizzazioni che si occupano dei bambini in difficoltà nell’area di Detroit e del sud est del Michigan. Entrambi i risultati sono così diventati una ulteriore conferma dell’ondata di ottimismo che avvolge il salone, testimone in questi giorni della riscossa dei “Three big” (GM, Ford e Chrysler) che se non sono ancora fuori dai guai della grande crisi esplosa alla fine del 2008, sembrano ormai aver ritrovato la piena fiducia nel definitivo recupero del mercato e della propria stabilità.

Smoking e signore in lungo alla Charity Preview

<Non ci sono brutte macchine – scrive nel suo ultimo editoriale Keith Crain, autorevole direttore di Automotive News nessuno ha un “pulcino nero” nell’angolo. C’è invece un’apprezzabile esposizione di ottimi veicoli>. Sono del tutto d’accordo, e da tempo ormai non assistevo a uno show dell’auto contemporanea popolato da gente sinceramente allegra e pervasa da una tangibile certezza di trovare un nuovo equilibrio più che sostenibile pur con la concreta coscienza che non potrà essere “come prima”, ma convinta che sarà ugualmente bello reinventare l’intramontabile mondo dell’auto. E, come scrive ancora Crain <….It sure is better reporting good news than bad news>.

Mercato Usa in marcia verso i 14 milioni. Hyundai Elantra auto dell’anno 2012
I NUMERI delle immatricolazioni in Nord America, ben lontani dai fasti dei 15, 16 milioni di un tempo non poi così remoto, hanno dato tuttavia un deciso segnale di accelerazione con un +10,3% nel 2011 rispetto all’anno precedente con un totale di 12,8 milioni che quest’anno potrebbero tornare a superare la soglia dei 13 avviandosi perfino verso i 14. Qui ne sono convinti tutti, senza eccezioni e i consumatori americani non aspettavano altro per ritrovare il proverbiale ottimismo che si riassume sempre con l’obamiano <yes, we can>. Quel tipo di fiducia che l’Europa e l’Italia in particolare non possono permettersi, come il bilancio dei mercati europei 2011 fresco di stampa dimostra in modo crudo e inquivocabile.  
Malgrado la strada per la vera riabilitazione dei “Three big” sia ancora in salita soprattutto dal punto di vista dell’indebitamento, un recente sondaggio ha confermato la convinta aspettativa di tutti i manager di una forte crescita del mercato e delle proprie quote nei prossimi cinque anni. Intanto, al consuntivo 2011 il controllo del mercato interno da parte dei costruttori nazionali è stato del 46,6% di cui solo il 12,7% riferito alle auto. Molto meglio il 33,9% sul fronte dei più richiesti “light trucks” (Suv, fuoristrada ecc) che supera i rivali di importazione di un buon 13%.  
I numeri però non possono mostrare le grandi trasformazioni in corso per quel che riguarda i modelli sempre più globali per misure, tecnica e design e tendenti al “green”: un esempio indicativo una delle maggiori novità del salone, la Ford Fusion(che in Europa sarà la nuova Mondeo) e il piano di

Alan Mulally e Bill Ford al lancio della Fusion

 “elettrificazione” della Casa di Dearborn, in parallelo con la Lincoln MKZ (stesso pianale della Fusion), o la piccola Cadillac ATS (GM) che si prepara audacemente a competere con Bmw serie 3, o ancora, l’inedita Dodge Dart, una <technology-driven> compatta figlia di Fiat-Chrysler sul pianale allargato dell’Alfa Giuletta. La lista è ben più lunga sul fronte dei costruttori di casa come degli attivissimi rivali esteri, come i coreani di Hyundai che si è aggiudicata con l’Elantra il “North American  Car of the Year” mentre l’omologo premio per “Trucks”  è andato alla anglo-indiana (Tata) Land Rover Range Rover Evoque. Se non ricordo male è la prima volta che il premio viene assegnato a due marche estere, un segno della grande obiettività e libertà di giudizio della stampa americana. Ne riparleremo: le cronache cartacee e on line hanno già dato a “botta calda” più dettagli tecnici che giudizi, a parte quelli celebrativi di circostanza, ma forse varrà la pena di valutare meglio alcune aspetti relativi alle prospettive di prodotto 2012-2013 anche in funzione dell’andamento dei mercati.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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