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il blog di Claudio Nobis

Indovina chi arriva sotto casa? Obama, la sicurezza e il rispetto dei cittadini (come in Italia?)

 

Obama è in arrivo: la 65 è bloccata ma su Park Av il traffico scorre

Sentite questa, ne vale la pena.
Akam Memorandum: President Obama’s Visit to 63rd  Street.
<As you may or may not be aware, Presidente Obama will be on our block, East 63rd Street on Thursday, january 19th, 2012. Residents may be required to present a valid I.D. in order to gain access the building. For your information the garage will be closed from 7:00PM to 9:30 PM>.
Il cartello di avviso, su disposizione della NYPD, la polizia di New York, da parte dell’amministrazione del condominio in cui abito è apparso martedi 17, con due giorni di anticipo, sulle pareti degli ascensori e accanto alle cassette della posta in tutti i palazzi del breve tratto di strada fra la Terza Avenue e Lexington Avenue. E’ qui che abita Spike Lee grande amico e sostenitore del Presidente ora in piena campagna elettorale. Il Presidente c’è stato due ore prima di proseguire per Harlem e dopo gli incontri avuti al vicinissimo “Daniel”, il ristorante che ha sostituito il mitico “Le Cirque” di Sirio Maccioni, due isolati da qui, all’angolo fra Park Avenue e 65ma Strada. Grande mobilitazione di sicurezza, dunque, nel quartiere centrale dell’upper east side con presenza massiccia di polizia e servizi segreti ben identificabili, transenne e quant’altro.

Privacy e prudenza: la tenda all'ingresso del "Daniel"

Da queste parti, tuttavia, pur nella città più colpita dal terrorismo, vige ancora il massimo rispetto per i cittadini, che hanno potuto muoversi normalmente, a piedi o in auto salvo i momenti degli arrivi e del passaggio del corteo. Poliziotti più che affabili, pronti a chiacchierare anche con i curiosi, capaci di fornire precise indicazioni sugli orari e come regolarsi, attenti ma rilassati. Tutto sotto controllo, tutti informati e collaborativi. Per gli abitanti più vicini ai luoghi di sosta, come nel mio caso, nessun problema salvo mostrare un documento ed essere scortati fino all’ingresso di residenza ma solo durante il tempo della sosta presidenziale. Non voglio fare il solito italiano che elogia l’estero, ma il pensiero della gestione romana di eventi analoghi in cui generalmente si muovono personaggi un po’ meno “ingombranti” del Presidente degli Stati Uniti, è stato immediato. L’esatta indicazione dei divieti di parcheggio era affissa perfino sugli alberi indicando con due giorni di anticipo il giorno del divieto, non come da noi dove il ministero degli interni rimuove <per ordine pubblico> non meglio precisato, qualsiasi cosa anche all’ultimo momento e senza alcun precedente avviso, dove i poveri vigili urbani sono piazzati ai varchi senza alcuna informazione sul quando, dove, come e perché e dove, senza farla lunga, per poche centinaia di metri di tappa si paralizza mezza città. Ancora una volta gli esempi esteri si usano solo quando fanno comodo, mai quando c’è da imparare qualcosa. Che ne pensano i Social Network e il mio acuto acuto amico e collega Francesco Paterno’.

 

Claudio Nobis

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Comments (2)
fabio • 7 anni ago

Grande Claudio grazie per questo scorcio d'America :) penso che l'organizzazione americana è alla base del loro successo anche se per contro soffrono di una certa ottusità non sempre comprensibile da un popolo latino. Sicuramente a noi manca l'umiltà che ci aiuterebbe ad imparare le cose più semplici e ovvie. un saluto dal vecchio continente :) fabio

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fpaterno • 7 anni ago

Uguale. Avete presente quando a Roma compare un nastro rosso e bianco, cui è appeso un foglio con su scritto: domani vietato parcheggiare, lavori su questa strada? Ok. Però è agosto e tu sei in vacanza per una volta senza la macchina, torni il 15 e te l'hanno portata via. E non abbiamo nemmeno Obama, o qualcuno che gli assomigli lontanamente - no, anche Monti è altro.

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By Daniele Zedda • 18 February

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