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il blog di Claudio Nobis

Ginevra prepara il gran finale mentre il mercato Europeo perde terreno (-9,2%)

La nuova Ferrari F12 berlinetta

IL TEMPO passa in fretta e anche il salone di Ginevra ha imboccato la dirittura finale consumando il suo ultimo week end. Tutto è andato come da copione e la scaltra e collaudata regia degli organizzatori svizzeri ha dato gli effetti che i costruttori espositori volevano, offrire cioè l’immagine di un settore che malgrado tutto non si piega ed è pronto a ribattere colpo su colpo ogni tipo di avversità. Guai deludere il pubblico, guai mostrarsi deboli o, peggio, privi di idee. Di fatto non sono certo queste che mancano, anche se capita che i guru del marketing prendano periodicamente sonore cantonate, e meno che mai fa difetto la tecnologia. Non a caso proprio a Ginevra non sono mancati i gioielli di famiglia sempre più scintillanti come la F12 Ferrari e la Aventador in versione cabrio della Lamborghini. Quello che manca è semmai proprio il popolo degli acquirenti, un fenomeno inevitabile vista la crisi economica strisciante, che ha colpito duramente l’intera area europea mettendo sotto scacco le multinazionali dell’auto.

Francia e Italia zavorra d’Europa, ma anche la Germania è in stallo: bene Hyundai e Kia, cresce Mercedes, Ford si difende e prepara il lancio dei nuovi modelli esposti al salone
NON è una notizia naturalmente, mentre lo sono i numeri caduti in pieno svolgimento del salone come una pioggia acida,

La conferenza stampa del prresidente della Ferrari Luca Montezemolo nell'atelier Tailor-Made che personalizza le auto del cavallino per clienti senza limiti di spesa

comunicati proprio dall’Acea che è l’associazione dei costruttori europei. Nel mese di febbraio le immatricolazioni nell’intera UE (27 Paesi) più l’EFTA (Islanda, Norvegia e Svizzera) sono andate appena oltre le 900 mila (923.381) il 9,2% in meno sul febbraio 2011, portando il deficit del primo bimestre a quota -7,8% con 1,9 milioni di auto consegnate. Perfino il gruppo VW, solidamente al primo posto continentale, ha accusato leggermente il colpo con un -2,1%, ma è andata molto peggio per i francesi, soprattutto a causa del mercato interno (-20,2%), che hanno subito una flessione del 16,5% per il gruppo PSA Peugeot-Citroen (stessa scivolata della Fiat) e del 23,7% per Renault aiutata tuttavia dalla Dacia (solo -5,4%) ad attenuare il suo calo record del 27,3%. In controtendenza fra le grandi marche, solo Bmw sul filo del pareggio, Mercedes e Smart a +5,2%,  mentre fra le “generaliste” spiccano una volta di più la Hyundai a +6,1 e Kia a +31,4% confermando il grande stato di grazia in cui si trova da tempo il gruppo coreano fortemente candidato al podio mondiale.  Delle due americane d’Europa, Ford è riuscita ancora una volta a contenere i danni nei limiti del -7,7%  e si prepara a rilanciare la sua posizione con i nuovi modelli presentati a Ginevra, la Kuga e la Fiesta ST oltre alla B-Max e all’inserimento in gamma del nuovissimo motore EcoBoost da 1,0 litri 3 cilindri. Quanto a General Motors ha invece mantenuto la quota di mercato all’8% malgrado la flessione sul mese pari al 13,6%.
    Infine, tanto per interpretare meglio le cifre, c’è da dire che al momento sono Francia e Italia la zavorra d’Europa con l’aiuto di Gran Bretagna e Spagna tornata indietro di 25 anni in fatto di consumi automobilistici, a fronte di una Germania che a stento a mantenuto il pareggio rispetto allo scorso anno. E tutto questo vorrebbe dire, secondo le proiezioni che ne derivano su base annua, che l’Europa sta viaggiando su un totale finale intorno ai 12 milioni di auto, troppo poche perché il sistema industriale tarato su 15/16 milioni anno possa resistere senza radicali riduzioni sul fronte degli impianti. Escludendo l’ormai lontano 2007 che chiuse a 15,9 milioni, nel 2009 si scese a 14,5 che divennero 13,7 l’anno successivo, un po’ meno ancora nel 2011 a quota 13.573.433. Ancora un milione in meno, o peggio, rende lo scenario europeo, fuori dal salone, più che mai drammatico. E questo è puro realismo.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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