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il blog di Claudio Nobis

I VIP incontrati fra gli stand, anche questo è salone

Sergio Marchionne. Alle sue spalle il direttore di AUTO Alberto Sabbatini

UN’ULTIMA occhiata alle foto scattate al volo a Ginevra prima di passarle all’archivio: fra uno stand e l’altro appaiono volti noti che riportano a qualche momento dei giorni caldi alla vigilia del salone. Per cominciare ecco il battagliero amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, nel suo nuovo look corredato di barba, non so se per avere un aspetto più aggressivo o più accattivante. Qui sta uscendo dalla sala in cui ha tenuto la sua conferenza stampa dedicata al salone. Per una volta, in quella occasione, è apparso più disponibile e scherzoso del solito anche se, come sempre, è riuscito a smentire qualche dichiarazione precedente e a tracciare la sua ultima visione sulle prospettive del suo gruppo “italo-americano”. Però è meglio non chiedergli se la Fiat resterà davvero l’auto di bandiera o no: potrebbe cambiare umore di colpo.

Ratan Tata e i fratelli Elkan

INCONTRO d’eccezione  allo stand della Ferrari, anzi nell’atelier posteriore riservato ai Vip e attrezzato per mostrare  la personalizzazione “Tailor Made” delle vetture per i clienti più sofisticati:  a sinistra Ratan Tata, amabile e cortesissimo patron della Casa indiana proprietaria anche della Jaguar e della Land Rover,  il presidente della Fiat John Elkan in una rara immagine sorridente e, a destra, il fratello Lapo che ha realizzato e cura personalmente il Ferrari “Tailor Made” . Tata si è fatto spiegare fin nei dettagli la formula e i metodi di questo particolarissimo lavoro. Chissà che non voglia imitarla per le sue Jaguar.

Un angolo dell’atelier Taylor Made allestito sullo stand della Ferrari a Ginevra simile al reparto creato a Maranello. Ogni cliente è assistito nella scelta dei materiali, dei trattamenti e dei colori  da un team di esperti e da un Personal Designer per garantire l’unicità delle realizzazioni e la coerenza con la tradizione e il brand Ferrari. La scelta è molto ampia ma viene ascoltata qualsiasi richiesta come nel caso della FF con il vano bagagli rivestito in teck in perfetto stile nautico.  Grazie a uno scanner “materico” il cliente può poi vedere in anteprima la resa finale e, successivamente potrà anche  seguire tutte le fasi del processo fino alla consegna. Da circa un anno questa particolare attività è diventata un nuovo business per la casa del cavallino che non perde occasione per offrire alla clientela nuovi spunti di esclusività come la speciale carta di credito riservata ai soli clienti. 

Il vano bagagli della FF in teck

Un modo anche questo per mantenere sempre alti i risultati di bilancio: nel 2011, ad esempio, la Ferrari ha chiuso l’anno con risultati senza precedenti: 2,251 miliardi di fatturato (+17,3%), 7.195 vetture vendute (+9,5%), 312,4 milioni di utili (+3,2%), quelli netti sono 209. E’ di 707,5 milioni la posizione finanziaria industriale netta. Il bilancio ha registrato un Ros tra i più alti del settore, 14,1%. Significativi gli investimenti: inclusa Ricerca e Sviluppo, 279 milioni, in linea col 2010. Nuovo primato di vendite in America, 1.958 vetture consegnate, +8%. L’area cinese è diventato intanto il secondo mercato per la Ferrari, in crescita del 62% con 777 consegne, 500 in Cina. Ottimi i risultati in Medio Oriente, +22%. Molto bene in Europa la Gran Bretagna, +23%, 574 vetture, e la Germania (+14,6%), 705. E poi ci sono i 50 negozi sparsi per il  mondo con un  fatturato a +34%: il Ferrari Store del Parco tematico di Abu Dhabi si conferma al primo posto superando i 12,5 milioni.

 

 

Un'altra fantasiosa immagine del "laboratorio" per clienti super vip
Il SALONE è sempre un’ottima occasione per gli “addetti ai lavori”. Appena riescono a sottrarsi agli incontri con i giornalisti vanno a curiosare sugli stand della concorrenza  come comuni visitatori anche se quasi mai passano inosservati. Poi la sera a cena è il momento dei confronti e dei commenti. E anche delle confessioni quando scoprono un modello che darà loro filo da torcere sul mercato. In questo caso ecco un manager noto per la sua allegria e ancor più per la irrinunciabile ironia, che ha poco da temere: è Giuseppe Tartaglione (ma gli amici lo chiamano Pino) , indiscusso capo del gruppo  Volkswagen in Italia con base a Verona in…via Gumpert che fu il primo importatore della marca VW arrivata in Italia nel 1951 quando l’unica auto in produzione era la storica e fortunatissima Maggiolino. La sua società, Autogerma fu acquisira dalla Casa madre nel 2007 diventando Volkswagen Group Italia SpA.

 VITA DA PR, ovvero public relation o ancora direttore della comunicazione. La loro giornata trascorre in una ininterrotta sequenza di interviste con tutti i tipi di media , TV, siti web e giornali di ogni tipo. Qui, il responsabile della Mercedes per la stampa Paolo Lanzoni, spiega al giovanissimo direttore di www.autoappassionati.it, Federico Ferrero, come e perchè la nuova Classe A ha cambiato radicalmente stile e clientela. Il nuovo modello ha creato più di un dibattito e di una critica non tatnto alla nuova edizione apprezzate da molti osservatori, quanto per il vuoto lasciato dal modello uscente famosa per lo spazio disponibile malgrado la compattezza dell’auto. In realtà Lanzoni sostiene che se prima il modello era particolarmente apprezzato dalle donne lo sarà ancora perchè oggi le signore hanno cambiato ruolo e stile di vita. Se lo dice lui…

 
E PER CHIUDERE con un’autocitazione un po’ esibizionistica, eccomi con il simpatico grande capo della Ford, Alan Mulally la sera della presentazione in anteprima della B-Max,  della nuova Kuga e della Fiesta RS. Inutile ricordare che questo straordinario manager, che ha trascorso 35 anni alla Boeing fino ai massimi vertici di dirigenza, è il “mago” che ha saputo portare la casa americana dell’ovale fuori dalla crisi in cui era piombata, anche grazie alla sua capacità di creare all’interno dell’azienda un forte spirito di corpo e di squadra.
Ha coniato il motto <One Ford> non come slogan ma come messaggio operativo, un invito a ricordare che tutti i suoi uomini e donne lavorano per un solo obiettivo come una squadra unica in ogni parte del mondo. Non ricordo di averlo mai visto in questi anni difficili men che sorridente come appare nella foto che lui stesso ha voluto farsi scattare anche  con altri colleghi che come me hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino il suo proverbiale approccio davvero molto “friendly”. In questo senso è il manager più aperto e comunicativo anche con la stampa che abbia mai conosciuto.
Quest’anno, che sarà probabilmente l’ultimo alla guida di Ford, Mulally dovrà trovare altre nuove strategie per contenere il deficit del mercato Europeo diventato ormai un vero incubo per i vertici di tutti i costruttori continentali, Volkswagen compresa.  

 

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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