Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

A spasso con Twizy. (Ma è una Renault)


A SPASSO con Twizy. Ti guardano tutti e sorridono di curiosità e sorpresa. Se non l’avete vista da vicino com’è probabile basta un’occhiata alle foto per capire cosa intendo. Pensandoci bene Twizy potrebbe anche essere il “nick name” di una adolescente moderna tutta smartphone e discoteca. Non è così, ma ci va vicino perché la piccola “auto” (si fa per dire), sottile come uno scooter(1,38 metri) e lunga poco più (2,33 metri) con i suoi due posti in fila, spinta solo da un motorino elettrico

La Twizy Tecnic

di 9 cavalli (per i più giovani senza patente, o meglio con il patentino) e 17 cavalli per gli altri, sembra proprio un giocattolo, una “smartcar” (senza riferimenti alla Mercedes) per ragazzi benestanti abituati a sperimentare ogni moderna fantasia.
In realtà alla Renault che l’ha ideata e messa in produzione, sono convinti che l’”oggetto” semovente a corta gittata, rigorosamente urbana, nell’ordine dei 55-80 km al massimo, usando il piede leggero ed evitando di tirare fino agli 80 orari che sono il suo massimo, sia molto più jolly, ovvero anche per mamma, papà e famiglia in genere. Muoversi “easy” in città e anche in coppia, “twin”, era l’obiettivo dei progettisti che unendo i due termini ne hanno derivato il nome Twi…zy, adattissimo anche perché guidandola l’unica cosa che senti, a parte i colpi delle buche, è quel sibilo del motorino che suona proprio come uno “zy” costante. 

 

Come va su strada?
E’ divertente, non c’è dubbio, se è bel tempo e non fa freddo. Io, e i colleghi che erano con me a Ibiza per la presentazione internazionale, l’ho provata di più sotto la pioggia, a bassa temperatura peggiorata dal vento, più un rapido giro col tepore romano. Va bene che non ti bagni la testa, ma tutto il resto si, e poiché non viene in mente di vestirsi da motociclista il disagio è immediato. E’ abbastanza dura, però, di sospensioni e di sedile, ricoperto questo, da un sottile cuscinetto insufficiente ad

La Twizy al... guinzaglio

ammortizzare l’osso sacro. In fatto di agilità, con i suoi 450 kg (100 sono di batteria) è come una bicicletta senza il rischio di cadere, ma sul bagnato è meglio non essere troppo disinvolti e, bello o brutto che sia il tempo, e bene fare l’abitudine a controllare i lati e il posteriore con gli specchietti, l’unico modo per sapere cosa accade dietro.

In 3 al posto di una. Sul cruscotto il segnale della batteria carica

A questo però e alla prudenza d’uso si fa l’abitudine. Diamine, non è un’automobile e neppure uno scooter, è Lei, Twizy: Urban, senza porte, Color, con le semiporte optional (600 euro) ad apertura alare, Technic stile mini Batmobile. E, a proposito di “euri”, ce ne vogliono minimo 6.990, per non dire 7.000, più 50 euro al mese per il noleggio della batteria (sempre garantita e sostituibile in caso di necessità) che fanno altri 600 euro l’anno e le porte, consigliabili per protezione e per estetica: totale, 9.900 euro, ma se resta ancora qualcosa in tasca i gadget aggiuntivi proposti dalla Casa non mancano. L’auto elettrica secondo Renault comincia da qui, ma fra pochissimo arriverà anche la Zoe che è un’automobile da 4 metri 100% elettrica. Alla prossima, allora.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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