Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Marzo: l’ Apocalypse now del mercato

Quando l'auto non si vende

QUALCHE appunto sul disastro del mercato dell’auto appena registrato dalle statistiche si impone. Capisco che sia un tema poco invitante mentre il tema quotidiano è la grande crisi generale e dovrei proporre cose più leggere, ma l’auto intesa come primaria mobilità privata ne fa parte a pieno titolo: oggi più che mai l’auto è un bene di prima necessità tutt’altro che superfluo, non i Suv, le sportive o le “fuoriserie” di una volta ma quelle da 10.000 euro o anche meno trattate come le “premium” da 50 o 100.000. Si può rinunciare alla gita domenicale ma non a raggiungere il posto di lavoro (finchè ce n’è uno). E, dunque, la vecchia idea dello Stato di ricorrere alla tassazione selvaggia fino a impedirne l’acquisto (anche dell’usato più economico) e l’uso stesso, è un boomerang per tutti. I dati, le tante cifre segnalate quotidianamente, perfino le statistiche più evidenti, meno vendite ugale meno iva, meno ipt e via dicendo fino al minor consumo di carburanti non porta comunque ai risultati prefissati, ma anche il Governo dei Tecnici continua a giocare al Monopoli e su improbabili stime di incassi. E’ perfino frustrante ripetere cose tanto banali che diventano parole al vento chiunque le dica, in un Paese ricco di organizzazioni per la difesa del consumatore anch’esse sempre “distratte” sul tema della mobilità. Per fortuna il presidente della Ferrari Luca Montezemolo sta preparando la conversione al treno: il 28 aprile debutterà l’Italo

Giù perfino le chilometri zero
Se il blog disponesse di una colonna sonora, prima di parlare di automobili metterei la stessa sigla scelta da Oscar Giannino per la sua esplosiva trasmissione alle 9 del mattino su Radio 24, la vecchia (1966) canzone “The end” del famoso gruppo americano The Doors, rilanciata nel ’79 da

Una famosa immagine dal film Apocalypse Now

“Apocalypse now” di Francis Coppola. Niente di più adatto per accompagnare i piccoli numeri del mercato nazionale alla fine del primo trimestre, che ieri sono stati oggetto dei più disparati commenti su tutti i media disponibili. L’Unrae, l’associazione delle case estere, che elabora i dati del ministero dei trasporti, ha battezzato le 138.137 consegne di marzo come <Scacco matto all’auto> dopo il precedente <No comment> accanto al -18,9% di febbraio. Sembrava già disastroso ma il colpo di grazia, favorito anche da una serie di coincidenze negative come 6 settimane di sciopero dei trasportatori di vetture per tutto il mese di marzo dopo la neve di febbraio, è arrivato con la chiusura del trimestre sceso al -21% complessivo dopo il -26,7% di marzo con il picco a – 35% nelle regioni del Sud dalla Campania alla Sicilia. Meglio solo del <marzo orribile> a -40% annunciato dai giornali che hanno equivocato (senza “osare” chiedere un chiarimento) il pronostico dell’ad di Fiat Marchionne relativo alla Fiat che in effetti è scesa nel mese del 36% grazie a circa 6.000 km/0, più o meno quante ne hanno immatricolate, in attesa di un vero cliente finale, tutte le case estere insieme. Nessuno scandalo perché, anzi, contrariamente ai facili commenti poco documentati apparsi ieri, il peso della crisi ha ricondotto le Km/0 a quota 10% circa, quasi al limite fisiologico (5-6% del mercato) anche queste appetitose vetture da offrire con sconti spesso discutibili. 

Un muro di sfiducia blocca gli acquirenti
SOLO tre marche sulle 46 presenti in Italia sono riuscire a immatricolare più di 10.000 nuove auto nel mese di marzo, compresa Fiat con 24.900 unità in tutto cui vanno aggiunte le 3.889 Alfa romeo

Malgrado Mito e Giulietta l'Alfa Romeo è in grande difficoltà

(45,6%) e le 6.490 Lancia (-29,5%). Al secondo e terzo posto Volkswagen a -22,84% che ha scavalcato ancora di un punto di quota la Ford che a sua volta ha preso un duro colpo con un -38,6% rispetto al brillante andamento del 2012, mantenendo tuttavia quasi intatta la sua quota di mercato pari all’8%. Ed è proprio questo il fattore significativo: se il volume di vendita scende a parità di quota la flessione non riguarda la marca ma l’intero mercato: mancano gli acquirenti ormai trincerati, giustamente, dietro un muro di sfiducia e diffidenza sulle sorti della propria economia domestica. Esattamente quello che tra Professori e Tecnici sembrano ignorare del tutto: non è necessario essere dei maghi dell’economia per capire che la grande ambiguità delle manovre in corso blocca ogni istinto o necessità di consumo e a catena tutto il resto allontanando sempre più ogni ipotesi di ripresa.  

Crescono solo Dacia e coreani (Hyundai e Kia) 
TORNANDO alla nostra classifica, il peggior risultato in assoluto, escludendo le 3 Saab vendute forse a qualche nostalgico collezionista a prezzi da amatore, è stato quello della Honda (-85,6%) con appena 202 vetture in tutto mentre, un altro indice degno di nota, fra le auto premium (quelle degli “evasori” che vengono fermati ad ogni angolo di strada) la Audi tiene spavaldamente la testa con 5.700 consegne con un calo dell’11,5 %  (-20,6 sul trimestre ma sempre a pari quota) superiore alla perdita di Mercedes (-10,4%) più bassa in volume con 4.357 unità dietro Audi anche per quota.

Gli interni della Range Rover Evoque

Le 3.800 auto consegnate da BMW piazzano la marca di Monaco al terzo posto con un calo del 33,5% sul mese e del 18,7 sul trimestre, anche in questo caso perfettamente in quota. Addirittura più alte del 10,6% le vendite di Porsche che viaggia però sui numeri contenuti quanto stabili: 353 esemplari invece di 319.  Tra i rarissimi marchi con il segno più, infine, la low cost per eccellenza, Dacia (+24,3%) con 2.331 unità, il binomio coreano sempre in ascesa Kia e Hyundai (+26,9 e +11,51%) e la Land Rover salita a 1.400 consegne da 872 dello scorso anno grazie all’arrivo sul mercato della Range Rover Evoque, nuovo modello di culto al volante della quale è meglio viaggiare con la denuncia dei redditi nel cruscotto.
Sono solo i numeri essenziali che si possono integrare con la quota delle auto estere cresciuta al 74% del mercato nazionale, sufficienti a dare un’idea abbastanza precisa della situazione. Le scelte e il gradimento del pubblico restano sostanzialmente stabili  ma l’orientamento all’acquisto da parte dei privati non supera il 65% lasciando il resto alle aziende, i noleggi e alle km/O in quasi perfetta sintonia con il recente sondaggio condotto da Career Builder.it che aggiunge anche il calo d’uso dell’auto segnalato dal 41% degli intervistati.

 

Claudio Nobis

view all post
Leave a comment

Please be polite. We appreciate that.

By Daniele Zedda • 18 February

← PREV POST

By Daniele Zedda • 18 February

NEXT POST → 34
Share on