Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Un concessionario mi scrive:

A PROPOSITO di lettere degli imprenditori esasperati quando non ancora disperati, di quelle che Radio 24 e Oscar Giannino ricevono ogni giorno, ne ho ricevuta una anche io da un concessionario più forte e grintoso di altri, e anche più orgoglioso, nel settore da quando era bambino e circondato da una famiglia di veri maestri del mestiere, di quelli per intendersi che hanno saputo conquistare la fiducia dei propri clienti. Professionisti che hanno saputo stare alla larga dalle banche e per questo oggi meno in pericolo di altri pur bravi colleghi. E’ stato uno scambio di confidenze, come mi capita di fare con gente che conosco bene e stimo da anni, e quindi ho cancellato dal testo i riferimenti specifici. Quello che conta, del resto, sono le sue riflessioni, coraggiose e battagliere, che piaceranno di certo anche all’amico Oscar Giannino quando le leggerà. Eccole:

LA LETTERA: <Non dipendo dalle banche e neppure dalle case automobilistiche…>
 
<…..IL MOMENTO come tu hai detto è veramente difficile, la politica non ci aiuta e le Case sinceramente non sanno “che pesci prendere”…. Si dividono tra il non saper fare ed il non voler fare in aiuto dei “partner concessionari“. 
Da marinaio penso che l’unica cosa da fare adesso è ridurre le vele andando alla cappa secca in attesa che passi la tempesta. Qualsiasi manovra azzardata ora, potrebbe significare scuffiare con conseguenze improbabili ma quasi sicuramente devastanti. La liquidità di tutti i concessionari (ho parlato ieri anche con ….  mio amico e membro di Federauto, associazione impotente) è arrivata  al minimo storico, le banche non si fidano più del settore automotive e chiudono i rubinetti e il governo (vedi incontro della scorsa settimana dove Monti si è defilato) non riescono o non vogliono comprendere. Così facendo con le loro restrizioni stanno perdendo possibilità di ulteriori introiti fiscali. Ripetiamo sempre che il settore copre il 12% del PIL ma tra tasse automobilistiche , iva,  IPT, e indotto continuano a perdere, al MASSACRO, gettito fiscale!!!! E come ti dicevo, della ultima riunione, non vogliono neppure ascoltare…

VEDREMO il da farsi nei prossimi mesi ma non ti nego che non avendo mai visto in vita mia una tale buriana non so cosa fare. La mia gestione ancora regge perché non dipende dalle banche ma sono pronto, dopo averlo annunciato alla marca che rappresento e che con un po’ di  timore cerca di aiutarmi, ad uscire dal business nel momento in cui  la mia società avesse necessità di un solo euro da richiedere alle banche… Ho detto loro infatti che i miei capitali personali non verranno disinvestiti per soddisfare esigenze aziendali e ciò vuol dire: <o mi reggete voi dandomi i bonus di obiettivi irraggiungibili e facendomi tagliare i costi su standard  improponibili oggi, oppure se il business non regge da solo stacco l’interruttore della luce che è il solo costo certo insieme a quello dei collaboratori che la mia azienda sopporta e affitto i miei locali ad altri imprenditori di altri settori…italiani e non>. Non avere leasing e affitto mi aiuta a prendere decisioni in poche ore…. e mi sa che l’hanno capito!!!! Comunque  il  mondo è cambiato, tutti ci stiamo riportando a più miti gestioni e organizzazioni. Le marche gestite dalla mia famiglia mi hanno accordato di raggruppare tutti i service in un unica  struttura… Per me è una grande rivincita e grande risparmio, in più ho creato un precedente italiano e non ti nego che in futuro utilizzerò questa concessione per puntare allo stesso risultato anche nelle altre aziende in cui operiamo. Queste le uniche mie strategie  per il futuro: a 40 anni mi vedo nel bel mezzo di una crisi epocale ma sinceramente non ho nel dna la voglia di mollare ma quella di lottare sempre… Chi molla ora ha  perso la partita e a me non piace essere battuto…>.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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