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il blog di Claudio Nobis

Il 2005, la festa dei primi 75 anni della Pininfarina e del neo senatore a vita

La BirdCage75TH Maserati del 2005

IL mio ultimo incontro ufficiale risale al 23 novembre del 2005. Un anno particolare per l’anniversario dei primi tre quarti di secolo della Pininfarina, 75 anni tondi dalla fondazione nel 1930. A Detroit, in gennaio, aveva debuttato la Ferrari Superamerica,  in marzo al salone di Ginevra ancora una Ferrari inedita, la 430 spider, ma anche il “concept” dell’Alfa Brera che sarebbe entrata in produzione qualche mese dopo. In più, per l’occasione, la Pininfarina aveva preparato un prototipo di ricerca, la “Birdcage 75th”, oltre a un modello di stile “AviChina-Hafei Saibao” che “guardava” alla Cina dove poco dopo, al salone di Shangai, arrivò l’ennesimo premio: “Best new car” alla Chery M14 primo coupé-cabrio disegnato e sviluppato dalla Pininfarina per la Chery Automobile. Intanto l’editore Laterza aveva pubblicato il corposo volume di Valerio Castronovo, “Storia della Pininfarina 1930-2005”, poco prima che Sergio fosse nominato Senatore a vita dal presidente Ciampi il 23 settembre. Riconoscimento istituzionale che deve aver molto infastidito a una becera senatrice della Lega Nord (superfluo il nome) che è riuscita a sottolineare come lo “stile” abbia molti volti commentando la scomparsa dell’illustre “collega” con un secco <…uno di meno, così si risparmia…>.
Due mesi dopo, dicevo, il 23 novembre eravamo tutti alla biblioteca del Senato per la presentazione del libro di Castronovo ed ebbi l’onore di essere invitato tra gli oratori accanto ad Andrea Pininfarina e al collega del Corriere della Sera Aldo Cazzullo davanti al neo senatore e alla signora Giorgia.

Andrea Pininfarina tragicamente scomparso il 7 agosto 2008

Confesso che ero molto emozionato e chiarii subito che avrei parlato da “tifoso” perché la Pininfarina era stata una delle prime aziende che avevo avuto la fortuna di conoscere da vicino all’inizio della carriera, nel 1964 quando Pinin era ancora vivo e Sergio era l’amministratore delegato. Così volli raccontare alla platea qualcosa di quella magica azienda vista da un ventenne che aveva tutto ancora da scoprire e lo aveva fatto frequentando la più grande Accademia del mondo. Citai qualche aneddoto curioso ormai non più coperto dalla riservatezza, gli episodi di tutti i giorni, l’umiltà e la serenità di Sergio anche di fronte ai malevoli, le sue ansie per i progetti più audaci espresse sempre come quelle di uno studente al suo primo esame. Ma quello che colpiva di più il giovane giornalista degli anni Sessanta era la presenza, in ogni discorso, dei riferimenti alla scuola del padre Pinin. Cui Sergio ha dedicato una vita di successi vissuti fuggendo costantemente dalla luci della ribalta. Per carattere e per non distrarsi dalla ricerca della perfezione.

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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