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CI VORREBBE un instant book per rimettere in ordine gli eventi di luglio mentre temperature, spread e costo della vita hanno ingaggiato una bella gara a chi saliva di più. La crisi non va in vacanza e gli italiani per “solidarietà” le ridurranno ai minimi termini: meno giorni e soprattutto meno chilometri. Puntuali come una cambiale, insieme al teorico inizio delle ferie, mercoledi 1 agosto sono arrivate le magre cifre del mistero Trasporti (proporrei di cambiare con ministero dell’immobilità) sulle immatricolazioni di luglio che suggeriscono alcune semplici riflessioni.

Il MERCATO  dell’auto continua la sua retromarcia alla velocità media del 19,87% registrata sui sette mesi appena conclusi. Il mese di luglio ha aggiunto il suo -21,4% con appena 109.000 consegne dopo il -24,4% di giugno, ma in termini di volumi di vendite i numeri non cambiano molto: in sostanza la flessione delle immatricolazioni viaggia alla cadenza di circa 32.000 auto al mese al lordo delle Km zero e delle esportazioni da parte degli stessi concessionari. Su queste basi la prospettiva di fine anno si attesterebbe intorno alle 400.000 immatricolazioni in meno portando il totale finale a quota 1.360.000 unità, ben al di sotto della stima Unrae (le case estere in Italia) di 1.419.000. Solo 5 anni fa, quando si esagerava, eravamo a 2.493.106, ma nel 2010 eravamo ancora a 1.970.000.

Elucubrazioni statistiche che tuttavia non cambiano quella che ormai non è più una “notizia” ma che comunque si consolida: l’auto è diventata un prodotto proibitivo in termini di acquisto e ancor più di uso, fino all’estremo di diventare a volte perfino insopportabile. Oggi ci si mette al volante incrociando le dita e sperando di non incappare in semafori, telecamere, tutor e altre diavolerie “taroccate” da vigili e sindaci (continua…)

E’ IMBARAZZANTE scorrere le tabelle delle immatricolazioni di luglio con il saldo a -21,4% sul mese e -19,8% nel totale dei 7 mesi. Due gli indici significativi della “congiuntura”: il calo delle vetture più economiche, piccole e utilitarie è stato del 32% e quello dei clienti privati è sceso ancora del 24%, dati che parlano da soli. Il segno più si conta sulle dita di una mano, accanto a Kia come al solito ma non a Hyundai, a Land Rover, a Honda, Mazda e Subaru, tutte marche da poche centinaia di unità salvo Kia (2.408 nel mese, 16.600 nel cumulato). Per il resto sono tutti meno e perfino Dacia, la regina delle low cost, ha incassato un bel -41,7%.   

Sergio Marchione e la nuova Panda

Sono i dati ufficiali forniti dal ministero dei trasporti ed elaborati da Anfia e Unrae, le associazioni dei costruttori italiani. Per pura memoria va ricordato che l’Anfia è ormai “orfana” della Fiat da quando Sergio Marchionne ha messo la Casa nazionale fuori da Confindustria e quindi anche dall’associazione di settore. Manca solo che lasci del tutto l’Italia al suo tragico destino e si ritiri nella sua America dove, giustamente, riceve solo applausi. Lui ancora ieri ha negato quell’estrema intenzione (<Non mollo l’Italia> hanno rilanciato tutti i giornali) pur confermando il rinvio degli investimenti in Italia a tempi migliori. Insomma, dopo la  500 L (continua…)