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il blog di Claudio Nobis

Vacanze amare: la benzina sale l’auto scende. E perde anche lo Stato

(RI)COMINCIAMO male, anzi malissimo. Le mezze vacanze dell’estate calda 2012 sono archiviate definitivamente da oggi, ma in generale non sono stati giorni di vero relax. Ricominciamo da 2, anzi qualcosa di più, euro per un litro di benzina. Quei quattro italiani su dieci che sono riusciti a partire sono tornati a casa con un pieno da 100 euro. Resterà la pagina chiave (e vergognosa) del diario di questa estate delle beffe energetiche, ma non sarà necessario rileggerla, nessuno la dimenticherà. E’ stata una sequenza incalzante e feroce: dopo l’escalation di giugno e luglio ecco le prime avvisaglie di inizio agosto, sabato 11 i giornali annunciano:“Benzina, i rincari di ferragosto” registrando la verde a quota 1,877 euro e il gasolio a 1,778. La solita vigliaccata dell’estate, che neutralizzava i “generosi” sconti di Agip e compagni (di merenda). Si parla di nuovo record ma dura poco nell’olimpiade del caro carburanti 2012. Sul cruscotto non si è ancora accesa la “riserva” che martedi 21 il presidente dell’Eni Paolo Scaroni, ospite del meeting riminese di Comunione e liberazione dice senza mezzi termini che non è finita e il Corsera titola: <Benzina ancora su, Eni prepara le contromisure>. Una vera e propria provocazione dal momento che il 3 settembre, cioè oggi,  scadono anche gli sconti del week end. Ma Scaroni “rassicura” il popolo con un ambiguo <… non è detto che non potranno esserci altre iniziative…> dopo aver confermato un calo dei consumi nel primo semestre del 9%.  <…Una cosa mai vista a memoria d’uomo…>. Stupefacente la sorpresa del presidente della “potente benzina italiana”, ma cosa si aspettava? Che i consumi aumentassero e gli automobilisti fossero orgogliosi di comprare la benzina più cara del mondo? Di sicuro ne erano convinti il presidente Monti e i suoi colleghi professori che “facendo i compiti” erano stati felici di aver trovato un modo di sicuro (sulla carta) di fare cassa quotidianamente contando, statistiche pregresse alla mano, non solo sui carburanti ma anche direttamente sull’auto, il secondo record fiscale sulla mobilità e il trasporto in genere. Intanto, è ancora cronaca di oggi, i dati sulle immatricolazioni di auto in agosto segnalano l’ennesimo flop del mercato a -20,2% sul mese (56.447 nuove auto registrate) e – 19,9% sugli 8 mesi. Sarà quindi più che difficile arrivare al 1,4 milioni per fine anno quando alle perdite fiscali sui carburanti si aggiungeranno 2,3 miliardi di euro (stime Unrae) in mancati incassi di IVA rispetto allo scorso anno. Chissà allora se i Professori rimarranno sorpresi più o meno di Scaroni. Bentornati a casa!

Claudio Nobis

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By Daniele Zedda • 18 February

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