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<BENVENUTO  al MotorShow 2011 da Volkswagen. Vieni a trovarci al Centro Servizi e scopri la nuova UP>. E’ il messaggio sms che arriva sul cellulare grazie al collegamento wi-fi gratuito dopo aver digitato <nuovaupvw> ed essersi registrati. Potrete farne uso in tutta l’area del salone per l’intera giornata  se avrete voglia, da domani  3 a domenica 11, di venire alla fiera di Bologna da dove sto scrivendo questo mio primo “report” proprio con il collegamento VW perchè in sala stampa il wi-fi si paga…

Superata la perplessità nel versare i 24 euro a persona per il biglietto, giusto alla fine del corridoio d’ ingresso dove una volta c’era la Ferrari a fare gli onori di casa,  troverete ad accogliervi come prima cosa il grande spazio corredato di belle ragazze che si muovono al ritmo della  musica live suonata con… iPad e, naturalmente tutte le versioni della inedita utilitaria tedesca di cui sono stati annunciati proprio qui i prezzi definitivi: € 10.600 la più economica “take up!” e 12.600 la più ricca “high up!”.  E’ solo l’inizio, perchè seguendo le tracce della up! si arriva al quartier generale del gruppo tedesco, il padiglione 16 (meglio procurarsi una mappa perchè ci si perde facilmente) il più luminoso e accogliente del salone dove campeggiano le altre novità, la Passat Alltrack,  la Audi A1 Sportback e la Q3 accanto all’ultina edizione dell’intramontabile Maggiolino.

Insomma, chi verrà potrà confermarlo, VW prende con autorità la scena lasciata clamorosamente incontrastata dal gruppo Fiat che pure, fra le nuove Abarth,  Ferrari, Lancia e Alfa Romeo ha sullo stand (padiglione 19) la nuova Panda che il 13 dicembre prossimo avrà il suo battesimo ufficile con il lancio stampa a Pomigliano. Clima generale sottotono (Ferrari compresa) nessun “personaggio” di spicco a fronte delle due star di VW Walter de’ Silva  e Luca De Meo.

E in giro si raccolgono le conferme che al Lingotto non avevano nessuna voglia  di venire a Bologna.

In compenso le luci della ribalta brillano di nuovo al padiglione 29 che raccoglie il meglio delle marche autorevoli e vincenti, gli americani di Ford, i tedeschi di Mercedes e Smart (assente dal salone Bmw),  l’anglo indiana Land Rover e il formidabile staff coreano di una Kia in progressiva costante crescita.  Non cercate invece Toyota che malgrado la nuova Yaris sulla rampa di lancio è rimasta a casa, come Peugeot e Citroen, Nissan, Opel e Chevrolet che insieme valgono un  quarto del mercato nazionale mentre a conti fatti contando le marche siamo più o meno alla metà dei presenti, o degli assenti, fa lo stesso.

Domani la parola passa al pubblico: forse le aree delle esibizioni sportive e delle prove destinate ai visitatori salveranno ancora una volta uno show che festeggia il suo 36° compleanno con più stanchezza e capelli bianchi del previsto.  L’indagine continua.

 

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Perché questo blog?

Scritto da Claudio Nobis il 29 novembre 2011 in News - (4 Commento)

CONFESSO subito di essermelo chiesto anche io per mesi e di aver girato la domanda ai tanti amici e colleghi che mi sollecitavano a farlo. Perché uno come me che ha passato la vita in mezzo alla carta stampata, fra macchine per scrivere, telescriventi, linotype e rotative dovrebbe ora entrare nel grande ingorgo del web, in auto e sull’auto per giunta? Perché abbracciare questo giovane ventenne fresco di anniversario, che di tutti quegli attrezzi da museo ignora ogni cosa e a mala pena tollera la carta, purché usata per la stampante del computer?

DOMANDE superflue per voi Cittadini della Rete, che segnano il confine fra chi decide di voltare le spalle al divenire e chi invece conserva l’istinto e la curiosità per tutto ciò che è nuovo, dell’esplorazione e dell’aggiornamento costante. Oggi sono diventati più tecnologici anche i giornali, ma per restare al passo e farsi leggere devono usare le stampelle offerte dal web e dall’iPad ringraziando ogni giorno la memoria di Steve Jobs e il lavoro di altri più aperti di lui. Al tempo stesso, però, sono cambiati nei contenuti e nella credibilità (come tutto del resto) vanificando definitivamente la celebre frase di Humphrey Bogart nei panni dell’incorruttibile direttore del New York Times in “Deadline” (L’ultima minaccia, 1952): « E’ la stampa, bellezza! La stampa! E tu non puoi farci niente! Niente! »

E DUNQUE, se questa è la realtà, per di più nel pieno della grave crisi di identità dell’informazione ormai serva di mille padroni che la tengono sotto stretto controllo, forse è proprio la grande prateria della Rete la “terra” in cui emigrare per ritrovare lo spazio perduto. E soprattutto il piacere di raccontare e interpretare nella più totale libertà, ciò che non tutti hanno la possibilità di vedere o di sapere, e sottoporre al loro, al vostro giudizio, le opinioni che ne derivano per tenere viva l’attenzione alle cose senza rinunciare a quel “diritto di cronaca e di critica” sancito dalle leggi dello Stato, troppo spesso intrappolato nella ragnatela dei tanti conflitti di interesse in cui ognuno di noi è costretto a vivere. La verità ha molte facce, come spiegò magistralmente Pirandello già un secolo fa nel suo celebre “Così è (se vi pare)”, ma spesso non ne ha nessuna grazie agli “omissis” e alle molte cose che restano nascoste dietro la cortina di protezione ufficiale con la complicità di cronisti un po’ “distratti” o indotti ad esserlo.

E’ COSI’ in tutti i campi e in tutti i settori, compreso quello dell’automobile di cui mi occupo da sempre perché è un mondo straordinario che va molto oltre la seduzione del “prodotto” simbolo della libertà di movimento. Dietro e intorno ad essa c’è la grande industria, l’economia e la finanza, l’attività di milioni di persone, la responsabilità nei confronti dell’ambiente e tanto altro. E come in tutte le famiglie, anche le migliori, vive fra luci abbaglianti e ombre oscure. Se vorrete seguirmi cercherò di condividere (dite così, mi pare) con voi due o tre cose che so di lei, belle o meno che siano, senza peli sulla lingua come ho fatto per molti anni in un grande giornale nazionale, alla radio e in Tv con qualche soddisfazione. Per scoprire se insieme potremo aggiornare la vecchia frase: « E’ il web, bellezza! Il web! E tu non puoi farci niente! Niente! ».

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