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La parola a Sergio Pininfarina, Compasso d’Oro 1995

 

L’ultima creazione della Pininfarina, la Cambiano presentata al salone di Ginevra. E’ una berlina sportiva di lusso a trazioner elettrica

PRIMA di tornare alle cronache quotidiane vorrei proporvi un’appendice importante al ricordo di Sergio Pininfarina. Tra i documenti d’archivio ho ritrovato una ottima intervista pubblicata  sul volume del “Compasso d’Oro” 1995, quando gli fu assegnato il prestigioso riconoscimento alla carriera, 38 anni dopo quello di suo padre Pinin. Purtroppo non sono riuscito a trovare il nome dell’autore che mi vorrà perdonare per questo. E’ un’intervista a tutto tondo in cui emerge in modo perfetto il personaggio e al tempo stesso è un vero decalogo delle “linee guida” ispiratrici di tre generazioni Pininfarina che spiegano l’irripetibile successo dell’azienda fondata nel 1930. Il testo integrale è molto lungo ma ho provato a scegliere le frasi e i concetti che, nella grande semplicità, mi sono sembrati più significativi, i cui valori restano assoluti al di fuori del tempo. Ieri come oggi. (C.N.)   

 <Il MERITO principale è nelle linee guida lasciate da mio padre, un vero caposcuola per insegnamenti tecnici, estetici, ma anche di comportamento.

 Quello che mio padre voleva da una nuova auto e che io mi impegno a mantenere vivi sono tre principi: la semplicità, l’armonia delle proporzioni, la funzionalità dei contenuti. E tutto questo attraverso un’autocritica costante.

 Mi diceva sempre : <Fallo più semplice>. Valeva per un parabrezza, una calandra, un faro, un parafango….. (altro…)

“F” come Pininfarina, un padre, un figlio: quando lo Stile è l’Uomo

Sergio Pininfarina

<E’ morto Sergio Pininfarina>. E’ passata una settimana e cerco di riordinare le idee. Martedi mattina la notizia, mercoledi i necrologi sui giornali accanto alle tante pagine di omaggio alla memoria di un Grande. Giovedi la camera ardente, venerdi il funerale. Il solito iter. I molti che ne conoscevano solo la fama hanno scoperto tanti particolari che avevano sempre ignorato di una grande storia soprattutto perché non era stato un protagonista del jet set o un frequentatore dei talk show televisivi. Per gli altri, per quelli che in un modo o nell’altro ne hanno incrociato i percorsi di vita è diverso. Prima ti assale quel senso di vuoto sconcertante, come un vago senso di vertigine, che ti invade quando muore una persona che ti è stata cara. Non importa se non è un parente o un amico d’infanzia. Anche una lunga frequentazione e partecipazione professionale può creare un legame forte basato sulla stima per la persona, prima ancora di quella per il suo talento, l’ammirazione per i valori che sapeva trasmettere a chiunque incontrasse e che per me, per chi lo conosceva, erano stati importanti. Poi, con il passar delle (altro…)

By Daniele Zedda • 18 February

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By Daniele Zedda • 18 February

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