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Classe A: una nuova strategia per la Mercedes

 

Il vecchio tram milanese dedicato alla Classe A per la Fiera del mobile in aprile

E’ UN week end di “porte aperte”, ve ne siete accorti? Si, quella formula un po’ stantia per invitare la gente a entrare nelle concessionarie di auto (ma è più elegante dire shoroom) per “scoprire” i nuovo modelli lungamente annunciati e ora in cerca di clienti. Ma gli inviti sono troppi e anche a cominciare questa mattina sarebbe difficile andare da tutti entro domani sera. Mercedes è in prima linea con la inedita, rivoluzionaria e chiacchieratissima Classe A, tallonata dalla più economica ma altrettanto inedita 500 L che tira ai clienti della Mini Countryman da un lato e a quelli di Ford-B Max dall’altro. E non importa se Fiat e il suo ad Sergio Marchionne sono al momento in odore di forti critiche. Poteva mancare nella competizione salottiera di questo (continua…)

<MAI visti numeri così..>. Dallo stupore di Paolo Scaroni (Eni) per il calo dei consumi di carburante (-9% nel primo semestre) a quello di Sergio Marchionne di fronte al consuntivo delle immatricolazioni di nuove auto nel mese di agosto. Il mercato è sceso del 20% sul mese e sui primi 8 mesi dell’anno a meno di un milione di nuove auto da gennaio ad agosto, di cui 290.000 in tutto prodotte dal gruppo Fiat (Chrysler comprese). In realtà le cifre, diramate dal ministero trasporti e apparse sui giornali, non sono state una sorpresa per nessuno. A cominciare dallo stesso ad di Fiat

Basterà alla Fiat la 500 L?

che non ha mai perso occasione, quest’anno, per dichiarare la sua sfiducia non solo nei confronti del mercato nazionale ma anche in quello europeo e che ora si riserva di far sapere al Paese e al governo che intenzioni ha sui quattro impianti produttivi di Fiat in Italia. I giornali nazional-provinciali, si sono occupati naturalmente solo della Fiat e si consolano ricordando che invece in Brasile e in America va molto meglio per il Lingotto e che la nuova 500 L prodotta in Serbia <sta uscendo bene> malgrado gli insoluti economici del governo serbo. Di tutto il resto, del fatto che i buoni risultati non saranno d’aiuto alla crisi Fiat in Italia, o delle altre marche (estere) che valgono il 70% del mercato non merita (secondo loro) dare conto. Eppure ci sono brand come quelli coreani, Hyundai (a pari numeri con Alfa Romeo) e Kia a +47%, che continuano a crescere mese dopo mese come anche Chevrolet e Land Rover. Solo qualche esempio di come la crisi viene affrontata con metodi, strategie e modelli diversi, sempre più mirati e in costante aggiornamento.

E’ IMBARAZZANTE scorrere le tabelle delle immatricolazioni di luglio con il saldo a -21,4% sul mese e -19,8% nel totale dei 7 mesi. Due gli indici significativi della “congiuntura”: il calo delle vetture più economiche, piccole e utilitarie è stato del 32% e quello dei clienti privati è sceso ancora del 24%, dati che parlano da soli. Il segno più si conta sulle dita di una mano, accanto a Kia come al solito ma non a Hyundai, a Land Rover, a Honda, Mazda e Subaru, tutte marche da poche centinaia di unità salvo Kia (2.408 nel mese, 16.600 nel cumulato). Per il resto sono tutti meno e perfino Dacia, la regina delle low cost, ha incassato un bel -41,7%.   

Sergio Marchione e la nuova Panda

Sono i dati ufficiali forniti dal ministero dei trasporti ed elaborati da Anfia e Unrae, le associazioni dei costruttori italiani. Per pura memoria va ricordato che l’Anfia è ormai “orfana” della Fiat da quando Sergio Marchionne ha messo la Casa nazionale fuori da Confindustria e quindi anche dall’associazione di settore. Manca solo che lasci del tutto l’Italia al suo tragico destino e si ritiri nella sua America dove, giustamente, riceve solo applausi. Lui ancora ieri ha negato quell’estrema intenzione (<Non mollo l’Italia> hanno rilanciato tutti i giornali) pur confermando il rinvio degli investimenti in Italia a tempi migliori. Insomma, dopo la  500 L (continua…)

La calanfra della nuova Renault Clio 4

LA QUARTA edizione della Renault Clio, cavallo di battaglia della marca francese, sarà “annunciata” fra meno di due settimane solo attraverso il web e le mail. Sembrava tutto pronto, con tanto di inviti già inoltrati, per la preview stampa a Ginevra il 4 luglio ed era pure prevista la presenza del presidente Carlos Ghosn. Poi, nei giorni scorsi il sorprendente “contrordine compagni” arrivato nelle redazioni con una mail della direzione della comunicazione:

Carissima/o,
ti informo che per motivi organizzativi l’evento in oggetto, previsto a Ginevra il 4 Luglio, è annullato. Il reveal statico di Nuova Clio è anticipato, infatti, al 3 luglio, e avverrà attraverso la diffusione del comunicato stampa corredato da foto e video.

Più che prematuro, dunque, parlare di prove su strada, anche perché il vero debutto internazionale avverrà al prossimo salone di Parigi a fine settembre, ma la “notizia” si colora comunque di “giallo” e si presta a molte fantasiose curiosità. C’è chi parla di improvvisa carenza di budget (sempre possibile oggi), ma anche della “incauta” coincidenza di date con la presentazione della Fiat 500 L prevista proprio per il 3-4 Luglio a Torino. Senza contare che il 4 luglio è l’anniversario di nascita della stessa 500, non a caso replicata per il memorabile lancio della nuova edizione il 4 luglio del 2007. A questo punto è chiaro che il vero appuntamento rimane fissato a Parigi.
Nel frattempo provvederà il web a diffondere le immagini e le prime notizie tecniche che di certo confermeranno quanto è già trapelato. Come il parallelo debutto del nuovo 3 cilindri sovralimentato da 90 cv dedicato alla massima riduzione dei consumi, nell’ordine del 25% a parità di potenza. Da segnalare, a questo proposito la nuova gara sul tema del 3 cilindri fra tutti i costruttori “generalisti” che tenteranno di battere l’attuale primato della Ford fresca di conquista del premio “Engine of the year 2012”. Per la casa francese sarà un evento del massimo rilievo e una tappa importante del programma di rinnovamento della gamma anche sul piano stilistico sotto la guida di Laurens van den Acker (ex capo del design di Mazda) che ha sostituito Patrick Le Quement, responsabile dello stile Renault per ben 22 anni fino al 2009. Appuntamento quindi al 3 luglio per le notizie ufficiali diramate direttamente dalla Casa.

 

Ginevra e il suo ultimo movimentato salone chiuso domenica scorsa, sono già in archivio. Tutto è già tornato alla “normalità”

La nuova Peugeot 208 fra le novità più interessanti di Ginevra

mentre le novità che hanno sfilato in passerella sotto i riflettori sono ora passate, secondo il rituale, ai test stradali di stampa per prepararsi i prossimi lanci commerciali sotto la costante minaccia dei mercati europei che non “tirano”. E’ stato obiettivamente un buon salone e ha cercato di trasmettere un po’ di fiducia. Il resto, quel tanto di spinta pubblicitaria e di eccitazione  e di atmosfera da discoteca fa parte del copione, come le novità, per lo meno quelle di grande interesse generale, che erano ben distanti dalle 180 annunciate contando qualsiasi cosa potesse essere considerato “nuovo”. Resta il fatto che la luccicante e affollata vetrina ha funzionato e le opinioni che si sono andate formando nei giorni hanno piegato sul positivo, ispirate da automobili più che normali ma ben “congegnate”. Un caso rivelatore, ad esempio, è stata la Peugeot 208 (erede della 207 e vera novità mondiale) che si è guadagnata a pieno titolo un posto di primo piano rispolverando perfino lo spirito della 205 mai dimenticato dalla platea. Lo spirito soltanto, sia chiaro, perché la 208 è un’auto dei nostri tempi molto ben confezionata per adattarsi alla città come all’extraurbano con grande disinvoltura, vestita da Peugeot classica e sportiva al tempo stesso.
E’ solo un esempio, soprattutto di lucida concretezza, non dissimile dal pragmatismo altrettanto ben vestito della Ford B-Max (quella con le porte posteriori scorrevoli) questa volta al debutto ufficiale dopo le anteprime già vissute, l’ultima delle quali in veste di ospite d’onore per la sua vocazione tecnologica al Mobile World Congress di Barcellona, “accompagnata” da Bill Ford in persona. Una esclusiva ottenuta grazie alla specifica tecnologia in fatto di connettività e comandi vocali, il SYNC, di cui è dotata la vettura e anch’esso al suo debutto in Europa dopo il “collaudo” negli Usa su oltre 4 milioni di auto. Se poi si aggiunge la disponibilità sulla B-Max anche del recentissimo motore EcoBoost 3 cilindri di 1000 cc e 120 Cv che abbina un consumo di 4,9 lt/100 Km a emissioni pari a 114 g/km, l’identikit dell’auto compatta 2012 world wide è completo.

Ford B-Max, Fiat 500 L, Mercedes Classe A: tre idee per nuovi mercati

La B-Max della Ford: massima accessibilità e motore 1000 cc, 3 cilindri

Di segno diverso la singolare versione “L” della Fiat 500, prodotta in Serbia e destinata anche al mercato americano, di cui varrà la pena di parlare a parte: le opinioni raccolte questa volta hanno diviso pubblico e osservatori i due sole fazioni, <si o no>, senza mezzi termini. Personalmente tenderei ad iscrivermi nel partito degli astenuti ma poiché non è nel mio carattere confesso una forte perplessità almeno a giudicarla nell’unico modo possibile ora e cioè sul piano estetico. Insomma, fra tante rivali non mi sembra la più competitiva, ma mancano troppi elementi, tecnici ed economici per un’opinione definitiva. Ci sarà tempo per approfondire meglio. Su tutt’altro fronte un altro tema è quello posto dalla nuova Mercedes Classe A. Qui, la macchina si presente con le carte in regola salvo il radicale cambiamento di “concept” che rischia di deludere le aspettative del folto pubblico accumulato negli anni. Il tutto giustificato da una bizzarra teoria sull’evoluzione sociale delle donne, un tema tutto da rivedere. In realtà i programmi di Stoccarda sono molto ambiziosi e diversificati nell’ambito delle compatte e questa edizione sportiva dal nome poco appropriato appare come un segnale di rottura per ripartire su una nuova linea extra classe A e B. Una rotta, se si vuole, comune anche alla Audi che tuttavia con la A3 è rimasta fedele a se stessa proponendosi di allargare ulteriormente la gamma nello specifico segmento. L’orizzonte però è più ampio e non mi stancherò mai di segnalare la irresistibile ascesa dei coreani di Hyundai-Kia, ancora sottovalutati dalle cronache più che dai mercati (+6,1% e + 31,4% in Europa a febbraio). Sono come sempre spunti di riflessione per capire dove va l’automobile in un momento in cui i costruttori  “navigano a vista” cercando di indovinare i trend dei futuri mercati.

La Fiat 500L
La Mercedes Classe A rompe con la tradizione

Due inediti assoluti che si propongono a clienti di “conquista”. La 500 L provoca la Mini, la Mercedes invece cambia rotta del tutto. Chi saranno i nuovi clienti?

 

 

82° Salone di Ginevra: Il popolo dei media

Da Ginevra,
<COM’ERA il salone di Ginevra?> chiedono gli amici che si aspettano un rapido commento a caldo soprattutto sulla 500 L e la Ford B Max seguite dalle nuove Mercedes Classe A e Audi A3 (ed ecco già una prima classifica).  Allora mettiamola così, prima di parlare di nuove automobili: sembrava Wall Street, nei due stressanti giorni di antivigilia, quelli riservati ai media e agli “operatori”, ovvero gli staff delle case automobilistiche.  Avrete di certo visto quella specie di serraglio urlante in uno dei tanti film ambientati nel mondo finanziario o anche nei report reali nei giorni di crollo della Borsa. Quest’anno poi, l’affollamento era davvero esagerato costringendo tutti a uno snervante slalom fra operatori TV, fotografi e assembramenti selvaggi sugli stand in cui si tenevano pseudo conferenze stampa di 15 minuti ciascuna, quasi tutte inevitabilmente in ritardo dopo la prima.
   Forse tutto questo non interessa a chi sta a casa e vuole (forse) sapere delle ultime meraviglie della scienza e della tecnica in movimento, ma anche questo fa parte dello spettacolo e del rituale, anzi ne è parte integrante. Solo che questa volta, per l’edizione numero 82, l’ansia di mettersi in evidenza da parte dei costruttori europei, e non solo, è stata ed è più forte che mai. E’ l’ansia di una annata difficile dal primo giorno, che ha già quasi consumato il primo trimestre con poche speranze di recuperare il vuoto di acquirenti da conquistare con nuovi modelli che riescano a garantire prestazioni e qualità ma anche sicurezza e consumi ridotti a gocce di carburanti dai costi fuori controllo. Di sfondo c’è sempre l’auto elettrica con in testa la Renault Zoe in avvio di lancio sul mercato.

Gli stand di Toyota e Lexus: le ibride in primo piano

Belle macchine pochi clienti: a gennaio il termometro europeo era già a -6,6%   
MA i boss dell’auto hanno un altro buon motivo per essere ansiosi pur mostrandosi sicuri e sorridenti. E’ lo spettro della “sovracapacità produttiva” che gli americani hanno già affrontato chiudendo implacabilmente molti impianti mentre in tutta Europa non è facile vedersela con il contraccolpo sociale che ciò comporterebbe. Il fatto, detto in numeri chiari e inappellabili, è che l’Europa dei 27 ha chiuso il bilancio delle consegne 2011 a quota 13.573.000 milioni di nuove auto a -1,4%  rispetto al 2010 a sua volta ben più indietro rispetto al 2009 che viaggiava ancora a 14,5 milioni. Un milione di vetture in meno in soli due anni, mentre a fine gennaio la flessione era già a – 6,6% (a causa soprattutto di Italia e Francia) sono tante a fronte di fabbriche attrezzate per produrre almeno 16 milioni e più di “pezzi”, come dicono i venditori. Così come è miserrimo il milione di auto registrate in tutta Europa a gennaio. E’ questo lo “spread” dell’auto, inteso come “sovracapacità”: costi troppo alti a fronte di fatturati anche buoni ma insufficienti a guadagnare e stare in piedi correttamente. Per fare un esempio semplice, è come una famiglia di due persone che vive in una casa da 6 con i relativi costi di tasse e condominio. E questo non promette nulla di buono nell’area dell’Euro già in bilico su altri fronti.

Quelli che <la sovracapacità produttiva non esiste>
COSI’ vengono in mente le <ultime parole famose> in risposta alle domande dei tanti che, come me ponevano il problema già molti anni fa facendo la figura dello stupido: <…di cosa parlate – rispondevano insofferenti i manager del momento – sono ancora libere l’Africa, l’India e non dimenticate la Cina…>.  Ma è ben noto che i manager finché sono in carica hanno sempre ragione e alla fine ricevono bonus miliardari anche quando falliscono.

Bagno di obbiettivi sul "reveal" della Ford B Max

C’è solo da sperare, osservando i contenuti delle ultime novità, che questa volta i loro eredi di oggi stiano più attenti e siano un po’ più bravi, perché la sorte di troppe famiglie nel mondo dipende da loroe non cisono più margini di manovra. Purtroppo, proprio a Ginevra ho sentito nell’aria ancora troppi concetti “old style”: l’industria dell’auto è un Giano bifronte, ha da sempre l’anima tecnologica proiettata al futuro pilotata da una mente del tutto conservatrice e continua a pretendere un crescita indiscriminata ovunque.  
Intanto, liberato dall’ingombrante peso dei vip e dei cronisti plaudenti sempre pronti a premiare successi spesso transitori, il salone ha finalmente vissuto il suo primo week end solo con il Suo pubblico. Forse entro domenica prossima matureranno le opinioni degli unici veri arbitri: i futuri (eventuali) clienti.