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VENERDI  scorso  ho pubblicato su Autoblog  qualche personale ricordo di Gianni Agnelli. Ho preferito farlo solo il giorno dopo l’anniversario della sua scomparsa 10 anni fa: non volevo essere sommerso dai tanti autorevoli ricordi che hanno dominato sui giornali e in TV.  Ho dunque parlato dell’Avvocato ai lettori di Autoblog come… persona “informata dei fatti”  e testimone diretto anche di qualche avvenimento particolare come l’avvio della prima sfida italiana alla Coppa America 1983.  Ho cercato di essere il più obiettivo possibile perchè Gianni Agnelli era un uomo di un fascino fuori dal comune,  che cresceva ancora nel momento in cui ti dimostravi di idee diverse per come sapeva rispondere. Per i giornalisti, almeno per quelli che hanno avuto l’opportunità di incontrarlo e di misurarsi con le sue opinioni,  è sempre stato un interlocutore molto impegnativo per il suo acume e la sua rapidità di battuta, capace quindi di batterti facilmente ai punti se non per ko, insomma dovevi saperla lunga.  O dovevi avere qualcosa di molto interessante che provocasse la sua curiosità, il suo vero tallone d’Achille, anche se poi non si dilungava perchè era rapidissimo nel cogliere il succo delle cose. Ho dunque parlato dell’uomo come mi sembrava giusto più che della Fiat.

HO RICEVUTO  decine di commenti dai lettori di Autoblog facilmente consultabili sul sito, prevalentemente critici e sprezzanti che in parte mi aspettavo anche se non così crudi. Certo, e’ difficile distinguere oggi fra l’uomo e ciò che egli ha rappresentato nella storia industriale italiana,  ed e’ ancora più difficile farlo con i giovani che non hanno vissuto quel periodo della storia e della vita nazionale.  Il solo fatto di aver lasciato una Fiat in piena decadenza dopo  un quarto di secolo sotto la diretta  influenza di un manager discutibile  come Cesare Romiti lancia molte ombre sul “mito” fin troppo celebrato di un uomo tuttavia molto particolare.
Per questo,  ho pensato di riproporre, a chi fosse interessato, il testo completo di una intervista che gli feci nel dicembre del 1994 per “La Repubblica” , partendo da cinquant’anni prima quando tutto doveva ancora succedere.  E’ lunga, ma c’è qualche spunto interessante per capire più da vicino chi era e come la pensava l’Avvocato.

Dal supplemento “la Repubblica Auto” del 21 Dicembre 1994

 I SUOI VERI CINQUANTANNI
Mezzo secolo con la rivoluzione auto

 AGNELLI RACCONTA L’EPOCA DEGLI EROI

 di Claudio Nobis

Natale ’44, Natale ’94. Quello di cinquant’anni fa fu un Natale della speranza. La guerra stava per finire. Molti pensavano a mettere le basi per ripartire. L’automobile non esisteva più, praticamente si ripartiva da zero. Com’è andata per la Fiat e per lei?

“La Fiat dalla fondazione alla fine della Seconda Guerra fu guidata da mio nonno, al quale soprattutto negli ultimi due o tre anni fu molto vicino Valletta poiché lui era stanco. Poi la ricostruzione fu opera di Valletta. Il periodo dal dopoguerra ai giorni nostri si può dividere in due momenti: la guida di Valletta dall’immediato dopoguerra alla enorme crescita degli anni Cinquanta e Sessanta fino al ’66, quando assunsi la responsabilità dell’azienda. Alla fine della guerra i principali stabilimenti erano o distrutti o gravemente danneggiati. I danni dei bombardamenti erano stati enormi, 12 miliardi di allora, una cifra assolutamente impressionante se si pensa che il fatturato della Fiat nel 1945 superava di poco i 7 miliardi. La produzione di allora era di 7 mila macchine all’anno che poi diventarono 47 mila nel ’48 e 70 mila nel ’49, 108 mila nel ’50 , 230 mila nel ’60 per arrivare nel ’66 a 1.150.000. Come può vedere la salita fu impressionante. Ma la cosa veramente straordinaria fu la grandissima visione per lo sviluppo della Fiat che Valletta ebbe. Enormi investimenti, programmi di modelli nuovi, l’intuizione della piccola vettura, la 600, che avrebbe motorizzato l’Italia. Fu la prima motorizzazione di massa del Paese e coincise almeno in parte con la costruzione delle autostrade”. (continua…)

Paolo Scaroni, AD dell'Eni

 PROMOZIONI sui carburanti ovvero benzina a prezzo ridotto. E’ già diventata la notizia della settimana prima ancora che inizi il week end. Malgrado nessuno abbia messo in relazione le due cose, la campagna di Fiat e IP annunciata due settimane fa con la benzina e il gasolio a 1 euro al litro per chi acquista una nuova Fiat sembra aver innescato una specie di reazione a catena. Sarà pure una coincidenza ma un navigato manager come Paolo Scaroni, ad dell’Eni, ha dato l’annuncio due giorni fa riferendosi ad un’analoga iniziativa di Enrico Mattei negli anni ‘60: meno 20 centesimi al litro per benzina (1,6€ al litro) e gasolio (1,5€) a partire dal primo sabato utile cioè domani. Non è poco, poiché si tratta di 10 euro in meno ogni 50 litri di benzina.  Ma solo durante i week end dalle 13 del sabato a mezzanotte della domenica, e solo fino al 2 settembre nei 3.000 impianti “iperself” del gruppo. Un buon inizio. Fra i petrolieri è già rissa, accusano l’Eni di concorrenza sleale e invocano l’intervento dell’Antitrust ma intanto si preparano a rispondere e a rilanciare. Anzi, la Q8 ha giocato addirittura d’anticipo avviando un’offerta perfino migliore già allo scoccare delle 0,1 di sabato (16)  e fino alle 7 di lunedi 18, a prezzi un filo più bassi (1,495 e 1,595 euro). E’ la sana e implacabile legge della concorrenza, l’unica davvero a favore dei consumatori e c’è da scommettere che la prossima settimana si muoveranno tutti a partire dalla Esso. Magari costretti, ma di certo inventeranno qualcosa. 

SCONTI SOLO ESTIVI. DURERANNO DI PIU’ ?
E’ cominciata dunque la gara al ribasso dei prezzi di carburante? Riuscirà a superare l’estate? Dipenderà, naturalmente, dalle reazioni del pubblico e quindi dai risultati di mercato. Non a caso, ad esempio, Fiat renderà noti i primi risultati a fine mese contrariamente alle abitudini in coincidenza con i week end <porte aperte>. E’ un’operazione complessa e <preferiamo raccogliere dati più attendibili> dicono al Lingotto, ma c’è di mezzo l’acquisto di un’auto. Per i petrolieri, al contrario, tutto è molto più immediato e diretto soprattutto alla luce dei recenti dati di consumo: il 25% in meno in aprile e oltre il 10% in meno nei primi cinque mesi dell’anno. Resta solo da vedere se non sarà troppo difficile trovare i

Gianluca Italia, ideatore della campagna Fiat.-IP

distributori abilitati e se la disponibilità di carburante “scontato” sarà sufficiente per tutti: a pensar male, come sapete, non si sbaglia mai. In ogni caso, comunque sia nata, la spinta concorrenziale sui prezzi al ribasso resta una prospettiva incoraggiante per gli automobilisti e personalmente resto convinto che il via lo abbia dato davvero la brillante campagna della Fiat. Che poi ha un nome e un cognome, quello di Gianluca Italia, giovane responsabile del brand Fiat per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, arrivato in Fiat passando prima da Ford, Saab e Opel, quindi alla Lancia. I suoi ex colleghi lo descrivono tutti come un tipo molto dinamico, che non teme le idee rischiose e incline all’ottimismo. Del genere di Luca de Meo, per intendersi. Sperando che almeno lui, visto il nome, resti un po’ a Torino.