Tag: Pininfarina

La parola a Sergio Pininfarina, Compasso d’Oro 1995

 

L’ultima creazione della Pininfarina, la Cambiano presentata al salone di Ginevra. E’ una berlina sportiva di lusso a trazioner elettrica

PRIMA di tornare alle cronache quotidiane vorrei proporvi un’appendice importante al ricordo di Sergio Pininfarina. Tra i documenti d’archivio ho ritrovato una ottima intervista pubblicata  sul volume del “Compasso d’Oro” 1995, quando gli fu assegnato il prestigioso riconoscimento alla carriera, 38 anni dopo quello di suo padre Pinin. Purtroppo non sono riuscito a trovare il nome dell’autore che mi vorrà perdonare per questo. E’ un’intervista a tutto tondo in cui emerge in modo perfetto il personaggio e al tempo stesso è un vero decalogo delle “linee guida” ispiratrici di tre generazioni Pininfarina che spiegano l’irripetibile successo dell’azienda fondata nel 1930. Il testo integrale è molto lungo ma ho provato a scegliere le frasi e i concetti che, nella grande semplicità, mi sono sembrati più significativi, i cui valori restano assoluti al di fuori del tempo. Ieri come oggi. (C.N.)   

 <Il MERITO principale è nelle linee guida lasciate da mio padre, un vero caposcuola per insegnamenti tecnici, estetici, ma anche di comportamento.

 Quello che mio padre voleva da una nuova auto e che io mi impegno a mantenere vivi sono tre principi: la semplicità, l’armonia delle proporzioni, la funzionalità dei contenuti. E tutto questo attraverso un’autocritica costante.

 Mi diceva sempre : <Fallo più semplice>. Valeva per un parabrezza, una calandra, un faro, un parafango….. (altro…)

Mazda MX-5 – Alfa Spider: un Duetto stonato

 

L'ultima edizione della "Duetto" prodotta fino al 1993

I GIAPPONESI di Mazda e gli italo-americani di Fiat-Chrysler. La futura MX-5 (Miata negli Usa) dalla cui “costola” nascerà, o meglio, dovrebbe nascere, nel 2015 la nuova spider Alfa Romeo rigorosamente made in Japan. Media, web e commentatori vari l’hanno già arbitrariamente e frettolosamente battezzata come l’erede della Duetto un nome, per inciso, scelto a suo tempo con un sondaggio pubblico ma fu usato ufficialmente solo per poch imesi. In 27 anni subì tre restyling dopo la prima edizione e fu prodotto in meno di 130.000 esemplari fino al 1993 eppure la sua forte immagine in perfetto stile Pininfarina è rimasta intatta. Per il mondo automotive come si dice ora, è stata la “notizia” della settimana ed è bastato l’annuncio, mercoledi scorso, di un <memorandum d’intesa non vincolante> fra le due aziende, per festeggiare alla grande il rilancio della “povera” marca del Biscione che di traversie nei suoi 105 anni di storia ne ha passate davvero tante. Non le mancò neppure, nei primi anni Ottanta, la prima esperienza giapponese, un’alleanza con la Nissan che diede vita, peraltro breve dall’83 all’87, all’ARNA (Alfa Romeo Nissan Automobili) con tanto di stabilimento a Pratola Serra(Avellino).

L'ARNA del 1983

Lo slogan pubblicitario recitava: <Arna, e sei subito alfista> ma fu un clamoroso disastro e non a caso le cronache di questi giorni si sono riferite solo al più recente accordo italo-giapponese Fiat-Suzuki per la “Sedici” 4×4. E ora, con tutto il rispetto per una marca degna come Mazda, per salvare l’Alfa ci mancava anche un trapianto giapponese di organi fondamentali come il “pianale” o se preferite la “piattaforma”, della loro Miata. Intendiamoci, la MX-5 è una vera star, un modello da record che dopo oltre vent’anni di carriera è quasi al traguardo del milione di unità vendute, circa 7 volte più della sua “Musa” Alfa, e ancora un lungo futuro davanti. Ha anch’essa una grande storia molto ben narrata sul sito di Omniauto (http://www.omniauto.it/) e la trazione posteriore, ma soprattutto fu ispirata dalle migliori culture del (altro…)

By Daniele Zedda • 18 February

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By Daniele Zedda • 18 February

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