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DA IERI mattina la nuova Classe A della Mercedes è in tutte le concessionarie che festeggiano l’evento con il classico “porte aperte”, ultimo atto di una lunga strategia di comunicazione e prelancio. Succede ormai per quasi tutti i nuovi modelli nello speranzoso tentativo dei costruttori di creare quel clima di attesa e di curiosità che, da qualche anno ormai, funziona sempre meno. In questo momento, ad esempio, c’è molta più attesa per l’iPhone 5che per qualsiasi auto in arrivo. E’ bella, di fronte e di tre

La Mercedes Classe A 250 Sport, top di gamma

quarti, un po’ più banale nel posteriore, fa piacere guidarla perché va davvero bene (ci mancherebbe), offre motori per tutti i gusti e il listino è ragionevole nel suo genere. Ma non è questo il punto.
L’ultima nata di Stoccarda non è soltanto un nuovo modello. E’ il simbolo della seconda “rivoluzione culturale” della mitica Stella, dopo quella del 1997 che segnò la nascita della prima Classe A, un concetto inedito per l’epoca, che con quest’ultima edizione ha in comune solo il nome. C’è molto di più dietro quella complessa formula che promette, fra i 23 e i 27.000 euro, lo status Mercedes a chi prima non poteva (o non voleva) accostarsi per molti motivi e non solo economici. Soprattutto c’è un’intera gamma di modelli nell’area dei segmenti più bassi rispetto a quelli tradizionali di Mercedes, di cui Classe A è quello d’attacco e di rottura a colmare un vuoto che l’eterna rivale Bmw aveva già individuato diversi anni fa con la Serie1 e che anche Audi sta affrontando con pari vigore. Nei mesi scorsi, in Germania,  ha già raccolto e superato 40.000 ordini in fase di prevendita giocando in casa. Ma ora è il “momento della verità” per (continua…)

LA domanda ricorrente e un po’ ossessiva è sempre la stessa da tempo. Dove va e come sta l’auto elettrica capace di trasformare la mobilità inquinante in mobilità sostenibile? Bene grazie, anche se gattona come una neonata sorvegliata a vista dai genitori perché non si allontani troppo dalla culla. Sì, qualcuna più grandicella e orgogliosa riesce a fare il giro del palazzo e magari arriva anche ai giardinetti ma per andarsene a spasso senza limiti deve ancora crescere e molto. Non vorrei sembrare disfattista o peggio, sapendo bene che ogni cosa nuova richiede il suo tempo. Ci vuole però un po’ di sana lucidità, piedi per terra e orizzonti più larghi di fronte al diffuso desiderio di politici, costruttori e media di sbandierare risultati ancora lontani e in gran parte da definire. Per questo darei un “mi piace” alla strategia e alle formule della Ford rilanciate con l’ultima anteprima della Focus elettricaa Roma. Le

La Smart elettrica è ancora prodotta in piccola serie

elettriche “pure”, solo a batterie, costano molto care, offrono autonomia limitata e in più devono vedersela con infrastrutture di ricarica ancora sostanzialmente tutte da realizzare con relativi regolamenti e costi d’uso. Si sta lavorando intensamente, non c’è dubbio, anche sfidando i rischi di molte incognite tecniche, pratiche ed economiche che richiederanno ancora tempo e forti investimenti. Ogni passo avanti compiuto è sempre una festa, naturalmente, ma al momento c’è solo un piccolo spazio per piccole seconde auto da città come la Smart, per ora anch’essa in numeri da amatori, il bizzarro scooter a 4 ruotine Twizy della Renault o le più serie C zero Citroen, iOn della Peugeot e via dicendo. Ma, onestamente, si può immaginare una berlina media, comoda e confortevole come seconda auto urbana da 35/40.000 euro? Intanto anche Ford cala il suo asso. Parliamone nel  post qui sotto.