Sdrive (out)

il blog di Claudio Nobis

Ginevra 2013: un salone a 3 cilindri?

Ginevra 2013: un salone a 3 cilindri?

Tweet   MANCA giusto un mese all’apertura del Salone di Ginevra che per definizione è “IL” Salone dell’auto non solo per l’Europa ma anche un punto di riferimento chiave per il settore a livello mondiale. Più che mai questa 83ma edizione della rassegna più autorevole del Vecchio Continente avrà il difficile compito, dal 7 al 17 marzo prossimo, di dare risposte concrete all’omologo Motor Show di Detroit concluso trionfalmente il mese scorso. I dati sono ormai noti: il mercato americano è in piena ripresa dopo un 2012 chiuso a quota 14,5 milioni di vendite in […]

Gianni Agnelli e la Fiat da Valletta a Romiti

VENERDI  scorso  ho pubblicato su Autoblog  qualche personale ricordo di Gianni Agnelli. Ho preferito farlo solo il giorno dopo l’anniversario della sua scomparsa 10 anni fa: non volevo essere sommerso dai tanti autorevoli ricordi che hanno dominato sui giornali e in TV.  Ho dunque parlato dell’Avvocato ai lettori di Autoblog come… persona “informata dei fatti”  e testimone diretto anche di qualche avvenimento particolare come l’avvio della prima sfida italiana alla Coppa America 1983.  Ho cercato di essere il più obiettivo possibile perchè Gianni Agnelli era un uomo di un fascino fuori dal comune,  che cresceva ancora nel momento in cui ti dimostravi di idee diverse per come sapeva rispondere. Per i giornalisti, almeno per quelli che hanno avuto l’opportunità di incontrarlo e di misurarsi con le sue opinioni,  è sempre stato un interlocutore molto impegnativo per il suo acume e la sua rapidità di battuta, capace quindi di batterti facilmente ai punti se non per ko, insomma dovevi saperla lunga.  O dovevi avere qualcosa di molto interessante che provocasse la sua curiosità, il suo vero tallone d’Achille, anche se poi non si dilungava perchè era rapidissimo nel cogliere il succo delle cose. Ho dunque parlato dell’uomo come mi sembrava giusto più che della Fiat.

HO RICEVUTO  decine di commenti dai lettori di Autoblog facilmente consultabili sul sito, prevalentemente critici e sprezzanti che in parte mi aspettavo anche se non così crudi. Certo, e’ difficile distinguere oggi fra l’uomo e ciò che egli ha rappresentato nella storia industriale italiana,  ed e’ ancora più difficile farlo con i giovani che non hanno vissuto quel periodo della storia e della vita nazionale.  Il solo fatto di aver lasciato una Fiat in piena decadenza dopo  un quarto di secolo sotto la diretta  influenza di un manager discutibile  come Cesare Romiti lancia molte ombre sul “mito” fin troppo celebrato di un uomo tuttavia molto particolare.
Per questo,  ho pensato di riproporre, a chi fosse interessato, il testo completo di una intervista che gli feci nel dicembre del 1994 per “La Repubblica” , partendo da cinquant’anni prima quando tutto doveva ancora succedere.  E’ lunga, ma c’è qualche spunto interessante per capire più da vicino chi era e come la pensava l’Avvocato.

Dal supplemento “la Repubblica Auto” del 21 Dicembre 1994

 I SUOI VERI CINQUANTANNI
Mezzo secolo con la rivoluzione auto

 AGNELLI RACCONTA L’EPOCA DEGLI EROI

 di Claudio Nobis

Natale ’44, Natale ’94. Quello di cinquant’anni fa fu un Natale della speranza. La guerra stava per finire. Molti pensavano a mettere le basi per ripartire. L’automobile non esisteva più, praticamente si ripartiva da zero. Com’è andata per la Fiat e per lei?

“La Fiat dalla fondazione alla fine della Seconda Guerra fu guidata da mio nonno, al quale soprattutto negli ultimi due o tre anni fu molto vicino Valletta poiché lui era stanco. Poi la ricostruzione fu opera di Valletta. Il periodo dal dopoguerra ai giorni nostri si può dividere in due momenti: la guida di Valletta dall’immediato dopoguerra alla enorme crescita degli anni Cinquanta e Sessanta fino al ’66, quando assunsi la responsabilità dell’azienda. Alla fine della guerra i principali stabilimenti erano o distrutti o gravemente danneggiati. I danni dei bombardamenti erano stati enormi, 12 miliardi di allora, una cifra assolutamente impressionante se si pensa che il fatturato della Fiat nel 1945 superava di poco i 7 miliardi. La produzione di allora era di 7 mila macchine all’anno che poi diventarono 47 mila nel ’48 e 70 mila nel ’49, 108 mila nel ’50 , 230 mila nel ’60 per arrivare nel ’66 a 1.150.000. Come può vedere la salita fu impressionante. Ma la cosa veramente straordinaria fu la grandissima visione per lo sviluppo della Fiat che Valletta ebbe. Enormi investimenti, programmi di modelli nuovi, l’intuizione della piccola vettura, la 600, che avrebbe motorizzato l’Italia. Fu la prima motorizzazione di massa del Paese e coincise almeno in parte con la costruzione delle autostrade”. (altro…)

S drive (out) un anno dopo, al fianco di Autoblog

Tweet RICORDO ancora il mio imbarazzo quando nel dicembre 2011 iniziai la mia avventura sul web con l’aiuto degli amici di “Admaiora”senza i quali non avrei mosso neppure un passo sulla via della mia “conversione” dalla carta stampata al Nuovo Mondo senza confini. Un anno dopo mi sento ancora in rodaggio ma ho potuto sperimentare di non essere il solo e al tempo stesso apprezzare la forza dirompente e sconcertante del web. Lo stesso mondo dell’auto, il mio primo terreno di caccia, non mi è sembrato in questi mesi tanto disinvolto nell’uso del “nuovo mezzo” […]

Ai vecchi e nuovi lettori: qualcosa di personale

Tweet ANNO nuovo blog nuovo. Per la verità è sempre lo stesso “S Drive (out)” di prima, ma dopo una lunga pausa è come ricominciare daccapo. Per di più con la sgradevole sensazione di aver un po’ tradito coloro che mi avevano generosamente seguito e incoraggiato fino al 16 settembre scorso quando pubblicai l’ultimo post sulla nuova Mercedes Classe A che ne frattempo ha fatto già una brillante carriera . Ero in attesa di annunciare una novità che mi sembrava di un certo rilievo per i lettori e che avrebbe comportato qualche modifica operativa, ma […]

Mercedes Classe A: due rivoluzioni in 15 anni

DA IERI mattina la nuova Classe A della Mercedes è in tutte le concessionarie che festeggiano l’evento con il classico “porte aperte”, ultimo atto di una lunga strategia di comunicazione e prelancio. Succede ormai per quasi tutti i nuovi modelli nello speranzoso tentativo dei costruttori di creare quel clima di attesa e di curiosità che, da qualche anno ormai, funziona sempre meno. In questo momento, ad esempio, c’è molta più attesa per l’iPhone 5che per qualsiasi auto in arrivo. E’ bella, di fronte e di tre

La Mercedes Classe A 250 Sport, top di gamma

quarti, un po’ più banale nel posteriore, fa piacere guidarla perché va davvero bene (ci mancherebbe), offre motori per tutti i gusti e il listino è ragionevole nel suo genere. Ma non è questo il punto.
L’ultima nata di Stoccarda non è soltanto un nuovo modello. E’ il simbolo della seconda “rivoluzione culturale” della mitica Stella, dopo quella del 1997 che segnò la nascita della prima Classe A, un concetto inedito per l’epoca, che con quest’ultima edizione ha in comune solo il nome. C’è molto di più dietro quella complessa formula che promette, fra i 23 e i 27.000 euro, lo status Mercedes a chi prima non poteva (o non voleva) accostarsi per molti motivi e non solo economici. Soprattutto c’è un’intera gamma di modelli nell’area dei segmenti più bassi rispetto a quelli tradizionali di Mercedes, di cui Classe A è quello d’attacco e di rottura a colmare un vuoto che l’eterna rivale Bmw aveva già individuato diversi anni fa con la Serie1 e che anche Audi sta affrontando con pari vigore. Nei mesi scorsi, in Germania,  ha già raccolto e superato 40.000 ordini in fase di prevendita giocando in casa. Ma ora è il “momento della verità” per (altro…)

Classe A, A 3, 500 L, i30 e non solo: un week end a caccia di clienti

Classe A: una nuova strategia per la Mercedes

 

Il vecchio tram milanese dedicato alla Classe A per la Fiera del mobile in aprile

E’ UN week end di “porte aperte”, ve ne siete accorti? Si, quella formula un po’ stantia per invitare la gente a entrare nelle concessionarie di auto (ma è più elegante dire shoroom) per “scoprire” i nuovo modelli lungamente annunciati e ora in cerca di clienti. Ma gli inviti sono troppi e anche a cominciare questa mattina sarebbe difficile andare da tutti entro domani sera. Mercedes è in prima linea con la inedita, rivoluzionaria e chiacchieratissima Classe A, tallonata dalla più economica ma altrettanto inedita 500 L che tira ai clienti della Mini Countryman da un lato e a quelli di Ford-B Max dall’altro. E non importa se Fiat e il suo ad Sergio Marchionne sono al momento in odore di forti critiche. Poteva mancare nella competizione salottiera di questo (altro…)

By Daniele Zedda • 18 February

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By Daniele Zedda • 18 February

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